Realizzare un server casalingo con Gentoo - parte 2
Continuiamo la costruzione della GentooBox, il server casalingo a cui affidare i propri dati, immagini e video con la sicurezza di un sistema dischi raid 1: un'occasione per avvicinarsi a Gentoo Linux con un esempio concreto i cui spunti per approfondimenti o varianti di progetto saranno innumerevoli
La sicurezza dei dati con S.M.A.R.T
Per la sicurezza dei dati sulla GentooBox si è scelto di attivare un sistema raid 1 che prevede l'uso di due hard disk, ma un'altro significativo ausilio può derivare da un corretto uso delle tecnologie S.M.A.R.T. Qui di seguito esporremo ciò che è possibile fare e quali componenti è necessario installare.
Le tecnologie S.M.A.R.T permettono di rilevare eventuali problemi su
un hard disk, riuscendo in linea di massima a registrare se vi siano concreti
rischi di malfunzionamenti e potenziali perdite di dati.
Le informazioni fornite sotto forma di parametri sono generalmente accessibili
attraverso appositi tools, nell'esempio della GentooBox si segnala smartmontools
che va debitamente installato sul sistema:
ryoma etc #emerge smartmontools
Un rapido controllo dei parametri S.M.A.R.T si ottiene con:
ryoma etc # smartctl –H
/dev/hdX
Non bisogna dimenticare che l'utilizzo di S.M.A.R.T. deve essere abilitato
da Bios, per verificare tale impostazione:
ryoma root # smartctl -i
/dev/hdX
Nel caso della GentooBox:
ryoma root # smartctl -H
/dev/hda
smartctl version 5.33 [i686-pc-linux-gnu] Copyright (C) 2002-4 Bruce Allen
Home page is http://smartmontools.sourceforge.net/
=== START OF READ SMART
DATA SECTION ===
SMART overall-health self-assessment test result: PASSED
Il termine PASSED è decisamente confortante, qualora il report restituisse un output differente è necessario intervenire quanto prima per mettere al sicuro i propri dati.
Nel caso di esito positivo è possibile procedere con l'analizzare del
registro di errori dell'hd in questione con:
ryoma root # smartctl -l
error /dev/hdX
Solitamente non c'è nulla da segnalare, vedasi il report del server
in esame:
ryoma root # smartctl -l
error /dev/hda
smartctl version 5.33 [i686-pc-linux-gnu] Copyright (C) 2002-4 Bruce Allen
Home page is http://smartmontools.sourceforge.net/
=== START OF READ SMART
DATA SECTION ===
SMART Error Log Version: 1
No Errors Logged
Se gli errori sono presenti, ma sono di vecchia data o non ricorrenti è possibile trascurare la segnalazione, ma se queste segnalazioni divengono ricorrenti, il nostro consiglio è di controllare il disco con le utility a basso livello fornite dal produttore.
Per analisi ancor più approfondite sono disponibili test specifici,
la cui disponibilità è però da verificare in funzione dell'hardware
usato:
ryoma root # smartctl -c
/dev/hda
Per eseguire lo SMART Immediate Offline Test procedere come segue:
ryoma root # smartctl -t
offline /dev/had
L'operazione richiede del tempo, ma gli errori verranno segnalati in un apposito log le cui modalità di lettura dovrebbero essere ormai note.
Si avrà la possibilità di scegliere lo SMART Short Self Test
o lo SMART Extended Self Test. Entrambi i test controllano lo stato meccanico
e elettrico dell'unità disco, ovviamente l'extended ha un grado
di analisi più approfondito del primo.
ryoma root # smartctl -t
short /dev/hda
ryoma root # smartctl -t long /dev/hda
I risultati di entrambi i test vengono riportati nel Self Test Error Log,
che può essere visualizzato in questo modo:
ryoma root # smartctl
-l selftest /dev/hda
Il secondo appuntamento con questa guida termina qui, dopo aver reso accessibile in rete il sistema e messo in sicurezza i propri dati. Nella terza parte ci occuperemo di rendere fruibile la GentooBox installando una serie di tools per la gestione da remoto in tutta sicurezza.
- Pag. 1: Introduzione
- Pag. 2: Configurazione di massima della GentooBox
- Pag. 3: Configurazione di massima - parte 2
- Pag. 4: Installazione e configurazione Samba
- Pag. 5: Configurazione del backup di una macchina Windows
- Pag. 6: I servizi di rete: verifica e configurazione
- Pag. 7: Ottimizzazione del sistema dischi
- Pag. 8: La sicurezza dei dati con S.M.A.R.T
Commenti (14)
Ok, comunque queste finezze uno se le impara usandole e leggendo la documentazione
Spero che questa guida porti molti utenti ad avvicinarsi a questa splendida distribuzione, anzi, meta-distribuzione
emerge systema ero partito dallo stage 1 e avevo compilato tutto
Non serve dovrebbe bastare rifare il chroot dentro la partizione in cui stavi installando e riparti da dove eri arrivato...
mi pare che con
[code]
emerge recovery
od
emerge restore
[/code]
puoi far ripartire la compilazione dal pacchetto a cui era arrivato
comunque con un bel
[code]
man emerge
[/code]
trovi il comando esatto... ora non ricordo...
altrimenti ridai
[code]
emerge system
[/code]
e ti ricompila tutto da capo
emerge resume
altrimenti fai come ha detto Duncan...
vai di
emerge system
perseverare, è diabolico
eheheheh
Una donna che persevera con un uomo è scema... siamo a milioni e tutti felici di accontentarla.
^__-
oltre che generare figli spuri....
emerge resume
altrimenti fai come ha detto Duncan...
vai di
emerge system
Si infattii... era un po' che non lo usavo e non ricordavo... qui a lavoro non ho linux















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