Internet e i social network visti da Polizia Postale

di Fabio Boneschi , pubblicato il 10 Marzo 2010 nel canale Sicurezza

“Quali sono i problemi della rete in Italia? Ecco il punto di vista della Polizia Postale che indica anche utili suggerimenti per tenersi alla larga da problemi e truffe, evitabili seguendo alcune semplici regole”

Considerazioni finali

Questa breve panoramica sulle più comuni insidie della rete e sulle attività della Polizia Postale italiana deve portare come logica conclusione a un insieme di suggerimenti e consigli ritenuti banali dagli esperti, ma altrettanto importanti considerando le situazioni descritte nelle pagine precedenti. Sul piano tecnico per una sufficiente protezione del proprio sistema è consigliabile installare un antivirus, un personal firewall e software i grado di individuare e rimuovere anche gli spyware. A ciò si deve aggiungere una corretta gestione della posta elettronica con filtri antispam e il tutto non può prescindere da un sistema operativo sempre aggiornato.

A questo elenco aggiungiamo anche un costante aggiornamento delle applicazioni software, con i relativi plug-in. Anche un plug-in non aggiornato o un browser datato, infatti, possono essere una breccia di sicurezza del proprio sistema. Anche in questo caso è la diffusione del singolo software ad aver indotto a creare codice dedicato a una determinata vulnerabilità.

Oltre ai consigli di natura tecnologica - raccomandazioni per altro da noi riportate ormai da anni - la Polizia Postale sintetizza in alcuni comportamenti da evitare e altri invece da prendere quale abitudine. Sembra banale ma ascoltando quanto esposto dal dirigente della Polizia Postale pare avere la sua importanza: non cliccare su link poco affidabili o contenuti in messaggi email di dubbia provenienza.

Anche l'utilizzo di password sicure, composte da cifre alternate a lettere e possibilmente che non utilizzino parole di senso compiuto presenti in vocabolari, è un'ulteriore forma di tutela; inoltre, per quanto riguarda le pagine web, è utile prestare attenzione alle informazioni contenute nel certificato SSL. Per quanto riguarda le compravendite online il primo suggerimento è quello di evitare, o meglio diffidare, delle offerte troppo vantaggiose. E' bene poi fare qualche indagine sul venditore (motori di ricerca e forum sono risorse preziose per queste informazioni), verificando eventuali problemi accaduti in altre compravendite. A questo proposito si sappia che online vi sono vere e proprie bufale orchestrate sempre con i medesimi nomi e le stesse modalità e per un approfondimento Google può essere un valido strumento di ricerca.

Per quanto riguarda il phishing c'è poco da suggerire, oltre a raccomandare un atteggiamento sempre e comunque diffidente. Inoltre, si tenga presente che la propria banca di norma non invia mai informazioni delicate via email e nemmeno Microsoft invia messaggi di posta elettronica per informare un singolo utente in merito a un problema di sicurezza: di solito dietro tali messaggi si nascondono operazioni di phishing e molto spesso nelle email sono presenti anche errori grammaticali o sintattici. Anche questi ultimi elementi devono invitare alla cautela, infatti è poco verosimile che un istituto di credito italiano farcisca la corrispondenza dedicata alla clientela con errori grossolani.

A queste indicazioni molto generali si aggiungano anche le seguenti raccomandazioni, forse più adatte a un'utenza non alle prime armi. Nell'utilizzo dei social network e delle risorse web è importante avere sempre un approccio critico evitando di condividere sempre e ovunque tutti gli elementi: per una maggior riservatezza sarebbe importante diversificare le liste di contatti autorizzando ad esempio solo gli amici alla visualizzazione di certi elementi e offrendo ai contatti lavorativi un livello di dettaglio inferiore.

Anche la condivisione di immagini e album fotografici merita attenzione e la scelta di chi può visualizzare una fotografia propria o di un contesto famigliare è un'operazione che non andrebbe banalizzata. Inoltre si tenga presente che un elemento pubblicato online con scarsa attenzione alla privacy è a disposizione di motori di ricerca e di altri utenti: la  rimozione dell'immagine potrebbe essere un'operazione difficoltosa, tanto più che spesso la pubblicazione online di immagini sottointende la cessione di ogni proprietà intellettuale.

In sintesi finale la Polizia Postale ha mostrato un quadro interessante nel quale un numero sempre crescente di utenti usa il web sfruttandone le potenzialità in termini di accesso all'informazione e di fruizione di servizi. In ogni situazione è importante avere un approccio critico, attento e soprattutto consapevole. Il "mezzo" Internet non deve invitare alla fiducia cieca: il semplice login non è una condizione di sicurezza sufficiente e altri atteggiamenti tipici della vita di tutti i giorni potrebbero aiutare anche nella propria attività sul web.

Infatti, come si è diffidenti nei confronti di un'offerta troppo vantaggiosa praticata da un negoziante, altrettanto diffidenti bisognerebbe essere per un venditore online che potrebbe rendersi facilmente irreperibile. Inoltre, molti utenti sono giustamente gelosi del proprio numero telefonico, lo cedono con attenzione e ne chiedono la rimozione dagli elenchi pubblici. Nel caso della email spesso non c'è la medesima attenzione e l'indirizzo di posta elettronica viene utilizzato con leggerezza per la registrazione a servizi online, magari anche senza leggere con attenzione le condizioni d'uso.



Commenti (23)

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Commento # 1 di: manowar84 pubblicato il 10 Marzo 2010, 16:09
... e non usare internet explorer 6 come mi sembra di vedere nel penultimo screenshot
Commento # 2 di: Wolfhask pubblicato il 10 Marzo 2010, 16:29
mmmmm usare os diverso più sicuro invece di usare come antivirus il famigerato norton no ??
Commento # 3 di: .Kougaiji. pubblicato il 10 Marzo 2010, 16:32
Rimane che il log dell'ISP lo vedono da win 3.11 a solaris :|
Commento # 4 di: simon71 pubblicato il 10 Marzo 2010, 16:40
Non c'entra una mazza l' OS utilizzato, così come il Browser...
Qui parliamo di attacchi informatici..Norton? Buahahahah...
In ogni caso l'antivirus non c'entra con tutto questo...
Se qualcuno di bravo ti vuole entrare nel PC ci entra, indipentemente se è Windows, Linux o Mac....
Ma questo pare che molti utenti continuino ad ignorarlo....
Commento # 5 di: Wolfhask pubblicato il 10 Marzo 2010, 16:41
la mia era solo una battuta al riferimento della prima pagina, poi il resto si sà...puoi usare anonimaizer o oscuramenti vari ma se uno poi clicca su tutto che ci vuoi fare?
Commento # 6 di: Wolfhask pubblicato il 10 Marzo 2010, 16:44
Originariamente inviato da: simon71
Non c'entra una mazza l' OS utilizzato, così come il Browser...
Qui parliamo di attacchi informatici..Norton? Buahahahah...
In ogni caso l'antivirus non c'entra con tutto questo...
Se qualcuno di bravo ti vuole entrare nel PC ci entra, indipentemente se è Windows, Linux o Mac....
Ma questo pare che molti utenti continuino ad ignorarlo....


beh a dire che un [U]hacker vero[/U] si interessi del mio pc è abbastanza remota come possibilità anche se non impossibile, casomai son i bambocci con niente a cui pensare e solo per rompere le tole che potrebbe davvero interessarsi a me non ti pare?
Poi se mi paragoni come sicurezza win a linux è un pò imbarazzante non credi?
riporto quanto scritto perchè forse non hai capito il nesso di questo articolo : La presentazione di Norton 360v.4.0 è stata l'occasione per ascoltare l'intervento da parte di un funzionario di Polizia Postale; un'occasione davvero interessante, in quanto è emersa una situazione preoccupante non tanto dal punto di vista numerico e statistico, quanto piuttosto per la tipologia media dei problemi in cui viene coinvolta l'utenza italiana. E' vero, siamo di fronte a una mole enorme di truffe e affini, con differente distribuzione a seconda della regione geografica di appartenenza, ma da certi comportamenti possono derivare anche pesanti conseguenze per l'incauto utente.
Commento # 7 di: Kymura pubblicato il 10 Marzo 2010, 16:58
Se questi della Polizia Postale usano ancora IE6 stiamo freschi ahahah.. solo dal browser utilizzato si capisce quanto siamo indietro e non aggiungo altro.
Commento # 8 di: FroZen pubblicato il 10 Marzo 2010, 16:59
Mah tutte cose trite e ritrite per chi sta qui (hwupgrade o siti di informatica in generale...), speravo qualcosa di più tecnico e interessante.....
Commento # 9 di: Spectrum7glr pubblicato il 10 Marzo 2010, 17:05
Originariamente inviato da: Kymura
Se questi della Polizia Postale usano ancora IE6 stiamo freschi ahahah.. solo dal browser utilizzato si capisce quanto siamo indietro e non aggiungo altro.


credo l'abbiano fatto per dare all'utente tipo vittima di attacchi di phishing un'immagine familiare...poi scusa cosa c'entra il browser quando si parla di casi in cui la gente DELIBERATAMENTE consegna le proprie credenziali a dei male intenzionati? puoi collegarti anche dai server del Mossad dietro ad una serie infinita di Fortigate ma se sei così ebete da consegnare i tuoi dati ad un terzo nessun SO/browser/panino al prosciutto ti può proteggere. E' come dotarsi della porta blindata più figa del mondo: in generale è meglio di una porta scrausa ma se dai le chiavi al ladro non fa molta differenza.
Commento # 10 di: WarDuck pubblicato il 10 Marzo 2010, 17:30
Il punto è che si deve capire che l'utenza va educata nell'uso corretto del PC.

Mi domando cosa fanno le scuole al riguardo (dato che in genere la maggior parte dei corsi di informatica sono tenuti in modo pietoso)...

Ci vorrebbe una massiccia campagna informativa, inutile che ne stiano a discutere i soliti 4 gatti.
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