iCloud, la nuvola secondo la Mela
Abbiamo provato il nuovo servizio cloud di Apple: sincronizzazione automatica per tutti, ma qualche limitazione per gli utenti più avanzati
Introduzione
Nonostante il concetto di base fosse già stato elaborato parecchi decenni fa, è solo dal 2008 che si sente parlare con sempre più insistenza di Cloud Computing, ovvero la possibilità di fruire delle tradizionali attività e capacità computing normalmente messe a disposizione da un PC sotto forma di un servizio erogato da una terza parte. Elemento chiave del Cloud Computing è la delocalizzazione, che si traduce nella possibilità di disporre di dati, informazioni, applicazioni, capacità di computazione e quant'altro senza la necessità che essi siano residenti obbligatoriamente sul dispositivo tramite il quale vengono fruiti. Il dispositivo non diventa più uno strumento sul quale vengono eseguiti i compiti, ma un mezzo attraverso il quale poter sfruttare capacità e informazioni situate altrove.
Un concetto probabilmente un po' ostico per gli utenti meno avvezzi alla tecnologia o meno interessati a capirne i meccanismi: ma è proprio su questo che si fondano le potenzialità del cloud computing. In sintesi si tratta di trasformare il computing in un servizio erogato, al pari di come si sfrutta al giorno d'oggi qualsiasi altro servizio.
Affinché il paradigma del Cloud Computing divenisse pienamente concretizzabile è stato necessario che la connettività, specie quella mobile, arrivasse ad un adeguato tasso di diffusione: per utilizzare i servizi di cloud computing è infatti irrinunciabile una connessione pressoché persistente e ubiquitaria. Di pari importanza è stata la diffusione di dispositivi e strumenti che consentissero un facile ed agevole utilizzo del cloud computing tra il pubblico: in questo senso gli smartphone sono stati la chiave di volta di questa nuova tendenza. Si è innescato un duplice effetto: l'iniziale diffusione di smartphone con connettività mobile ha permesso di avviare i primi servizi cloud, i quali hanno indotto una fetta via via più ampia di pubblico ad acquistare uno smartphone e ad utilizzare più servizi, alimentando un circolo virtuoso.

La principale declinazione del cloud computing è stata l'offerta, da parte dei più diversi attori del mondo della tecnologia, dei servizi di "cloud storage" o storage remoto che dir si voglia: il fornitore del servizio mette a disposizione un quantitativo di spazio sui propri hard disk in un data center in maniera tale che l'utente possa accedervi, tramite connessione alla rete, da qualunque parte del mondo e con qualunque dispositivo. Questo si traduce automaticamente nella possibilità di disporre dei nostri dati in qualunque momento, senza la necessità di doversi portare appresso un dispositivo sul quale farli risiedere.
Cloud storage, un hard disk nel cielo. E' proprio con queste parole che Steve Jobs annunciò durante la WWDC del mese di giugno l'interpretazione del Cloud Computing secondo Apple, ovvero iCloud, precisando tuttavia che per Apple il cloud non è solo un hard disk nel cielo ma è molto di più: l'obiettivo è infatti quello di offrire agli utenti della Mela (utenza ormai estremamente variegata, tra Mac, iPhone e iPad) un servizio che permetta loro di mantenere sincronizzati in maniera automatica i contenuti presenti su tutti i loro dispositivi, senza che essi si debbano preoccupare di collegare tra loro i disposiivi stessi ed effettuare trasferimenti manuali. Con il debutto di iCloud anche la Mela va ad aggiungersi al novero di importanti realtà IT che offrono al pubblico un servizio di cloud computing, tra le quali vi sono già Amazon, Google e Microsoft, giusto per citare qualche nome.
"Automaticamente" è la parola d'ordine di iCloud di Apple: nelle prossime pagine esploreremo come opera il servizio della Mela, quali sono le sue potenzialità ed i suoi limiti e quale utenza potrà trarne i maggiori benefici.
- Pag. 1: Introduzione
- Pag. 2: iCloud, requisiti e configurazione
- Pag. 3: Streaming foto
- Pag. 4: Applicazioni, libri e musica
- Pag. 5: Documenti
- Pag. 6: Backup e opzioni di storage
- Pag. 7: Considerazioni















