No a SOPA e PIPA, Wikipedia e altri si auto-oscurano

di Alessandro Bordin , pubblicato il 18 Gennaio 2012 nel canale Web

“In segno di protesta contro i disegni di legge SOPA e PIPA, pensati per garantire il rispetto dei diritti d'autore online con le solite grossolane modalità, è stato indetto per oggi il giorno della protesta, già abbracciato da Wikipedia e molti altri”

Wikipedia, Google, Mozilla e altri non ci stanno

Avevamo già parlato poco tempo fa dell'intenzione, da parte di Wikipedia, di aderire a quello che è il primo vero sciopero della storia dell'enciclopedia più famosa del mondo. A condividere la perplessità, sebbene adottando misure meno drastiche, sono anche Google, Mozilla e Microsoft, mentre ricordiamo che Kaspersky Lab, in segno di protesta, ha scelto di uscire dalla Business Software Alliance, BSA, che aveva espresso interesse se non entusiasmo per le normative in via di discussione.

A questo indirizzo è possibile trovare le motivazioni dettagliate che Wikipedia adduce a giustificazione dello sciopero. Nella nota della Casa Bianca pubblicata nei giorni scorsi, quando in pratica veniva chiesto tempo per una maggiore valutazione del problema, si legge:

"Ogni sforzo per combattere la pirateria online deve prendere in considerazione il rischio della censura delle attività online lecite e non deve frenare l'innovazione delle aziende di ogni dimensione. Ogni sforzo per combattere la pirateria informatica deve essere profuso con attenzione, il rischio di andare a porre leggi che funzionino come una vera e propria censura e inibiscano l'innovazione è dietro l'angolo. In tutto il mondo, l'apertura di Internet occupa un ruolo sempre più centrale per l'innovazione nelle imprese, nel governo e nella società, e deve essere protetta. Per minimizzare tale rischio la nuova legislazione deve essere indirizzata precisamente solo ai siti che non sono al momento colpiti dall'attuale legge americana: realtà chiaramente proibite dalle leggi, attraverso un'attività mirata e precisa."

L'interesse per l'iter di questa  legge è generale e l'eventuale approvazione avrebbe effetti in tutto il mondo, in quanto buona parte del web passa proprio per il Nord America. Attualmente negli States il dibattito su questa proposta di legge è molto acceso e viene portato avanti su web, reti televisive, radiofoniche e sui giornali. A prescindere dalle indicazioni della Casa Bianca, saranno ovviamente le camere a decidere per il sì o per il no, all'interno di quel mondo politico differente dal nostro fatto di lobby dichiarate e interessi alla luce del giorno.

Chi vede più nero pensa che le armi nelle mani dei legislatori possano essere usate a sproposito, fornendo un potere mai visto prima nel decidere il bello e il cattivo tempo non tanto di un contenuto di un sito, ma del sito nella sua interezza. Attualmente negli USA esiste già infatti il Digital Millennium Copyright Act, DMCA, che permette di rimuovere contenuti specifici non autorizzati da un determinato sito. SOPA e PIPA allargherebbero questo potere all'intero sito, anche straniero, dando al Dipartimento di Giustizia, su indicazione delle Major, la possibilità di imporre filtri su interi network.

Questo significa veti ai provider, istituti di carte di credito e aziende che hanno a che fare con siti ritenuti illegali, in base a criteri per nulla chiari. Adesso non resta che attendere, per vedere se la voce del web porti a una maggiore sensibilizzazione al problema e a una ridiscussione dei disegni di legge in corso, magari su basi differenti dal point and shoot, punta e spara voluta dal texano Lamar S. Smith.

A dir la verità, allertato dei possibili disordini online e dopo consultazione con gruppi industriali non meglio precisati, quattro giorni fa Mr. Smith si è detto pronto a ridiscutere ed escludere la possibilità del blocco dei DNS previsto dal SOPA, facendo marcia indietro e confermando che probabilmente degli effetti del problema sapeva ben poco. Un film già visto, dove persone con poca conoscenza del campo si ritengono prontissime a risolvere un problema con una ricetta sbagliata, non considerando gli effetti collaterali.



Commenti (42)

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Commento # 1 di: Opteranium pubblicato il 18 Gennaio 2012, 11:24
sono del tutto d'accordo

la rete deve essere libera

p.s.
non sono più disposto a dare credito all' incompetenza di chi propone le leggi (non lo sono mai stato, in effetti). Questi signori sanno benissimo di cosa si parla, ovvero il controllo dell' informazione. Altro che storie..
Commento # 2 di: ERRYNOS pubblicato il 18 Gennaio 2012, 12:04
Le ragioni della protesta sono giuste ma in questo modo si danneggia solo l'utenza
Commento # 3 di: s12a pubblicato il 18 Gennaio 2012, 12:06
L'obiettivo credo sia piu` far conoscere questa cosa alla gente che altro.
Commento # 4 di: Malek86 pubblicato il 18 Gennaio 2012, 12:06
Secondo me non passano, ci sarebbe troppo casino. Non sono particolarmente preoccupato... ogni volta che tentano di proporre una legge del genere, non passa mai.

Mi chiedo comunque se ci sia effettivamente un modo per diminuire la pirateria online (senza ricorrere a metodi eccessivi come questo).
Commento # 5 di: TecnologY pubblicato il 18 Gennaio 2012, 12:46
c'è sempre un modo, basta trovarlo
Commento # 6 di: winebar pubblicato il 18 Gennaio 2012, 14:05
Mi sorprende che la nazione che fa della LIBERTA' il suo motto principale all'estero, limitino così la libertà del povero cristo.
D'altronde sono sempre quelli che hanno minacciato l'europa di distruggere con testate i satelliti del progetto galileo se non li spengono quando gli USA ritengono opportuno.

Ricordo inoltre che il presidente USA stesso si è opposto alla legge in questione (più per motivi politici, dato che tra qualche mese può scendere dalla poltrona).
Commento # 7 di: kean3d pubblicato il 18 Gennaio 2012, 14:39
devono smetterla con queste pagliacciate da New World Order;
gli USA stanno inguaiati, stiamogli alla larga, ma soprattutto non lasciamogli il potere di decidere nulla su cosi' vasta scala
Commento # 8 di: tbs pubblicato il 18 Gennaio 2012, 16:20
Originariamente inviato da: winebar
Mi sorprende che la nazione che fa della LIBERTA' il suo motto principale all'estero, limitino così la libertà del povero cristo.
D'altronde sono sempre quelli che hanno minacciato l'europa di distruggere con testate i satelliti del progetto galileo se non li spengono quando gli USA ritengono opportuno.

Ricordo inoltre che il presidente USA stesso si è opposto alla legge in questione (più per motivi politici, dato che tra qualche mese può scendere dalla poltrona).


Si, una volta
Di fatto, il liberalismo sfrenato che era (dovrebbe essere) garantito dalla costituzione americana è solo un ricordo.
Una legge come il patriot act è praticamente incostituzionale, nonostante questo è stata "digerita" dagli statunitensi senza colpo ferire; se fosse stata emanata 2 secoli fa, il campidoglio sarebbe stato raso al suolo

Tornando all'articolo: sacrosanto lo sciopero.
Cosa pensate che ne sappiano al congresso di internet e pirateria
E' evidente che i disegni di legge sono scritti dalle corporation, chissà quali interessi ci sono in gioco con una posta così alta, sono difficili persino da immaginare
Commento # 9 di: Seph|rotH pubblicato il 18 Gennaio 2012, 16:33
Originariamente inviato da: ERRYNOS
Le ragioni della protesta sono giuste ma in questo modo si danneggia solo l'utenza

Danneggiare l'utenza per far capire che c'è un problema è lo SCOPO dello sciopero.

Uno sciopero per definizione danneggia per forza gli utenti interessati al servizio che è in sciopero.

Senza danneggiamento dell'utenza a cosa servirebbe lo sciopero?
Commento # 10 di: BLACK-SHEEP77 pubblicato il 18 Gennaio 2012, 16:41
appena la politica mette le mani su qualcosa l'affossa, pensassero a far uscire il mondo da questa crisi invece di affossare anche internet, e l'unica cosa buona che ce rimasta x far sentire la nostra voce .
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