No a SOPA e PIPA, Wikipedia e altri si auto-oscurano
In segno di protesta contro i disegni di legge SOPA e PIPA, pensati per garantire il rispetto dei diritti d'autore online con le solite grossolane modalità, è stato indetto per oggi il giorno della protesta, già abbracciato da Wikipedia e molti altri
SOPA e PIPA
SOPA, Stop Online Piracy Act, è una proposta di legge USA in discussione alla Camera dei Rappresentanti. PIPA, Protect IP Act, è la versione allo studio in Senato. Ad accomunare questi disegni di legge è l'intenzione di regolamentare il rispetto del diritto d'autore online, fornendo strumenti e modalità per il rispetto degli stessi. Se ne parla da tempo, poiché la questione è delicatissima in quanto risulta difficile affrontare il problema del cosa è legale e cosa non lo è in uno spazio virtuale come quello offerto dal web, salvo le più semplici e plateali violazioni.
Ogni volta che una legge del genere prende la via della discussione formale da parte di un governo, a prescindere dalla locazione geografica, scatta una naturale e quasi sempre legittima protesta da parte del mondo della rete, molto più vicina alle mille sfumature che il problema solleva, con il rischio che nelle goffe interpretazioni da parte di legislatori e governi finisca nella lista degli illegali anche chi non lo è.

Oggi, 18 gennaio 2012, è il giorno della protesta formale online, per il quale è nato un sito apposito, Sopastrike, con la finalità di informare e raccogliere adesioni, mettendo a disposizione anche gli strumenti per farlo. Vi si trova, oltre alla lista degli aderenti, anche un modello di pagina html (una sorta di manifesto), nonché codice javascript con la medesima finalità. Agli aderenti si chiede di oscurare il proprio sito per 12-24 ore, mostrano in homepage il suddetto manifesto.
Ricordiamo brevemente che il contestato disegno di legge è stato presentato il 26 ottobre 2011 dal deputato repubblicano Lamar S. Smith. La legge, qualora venisse approvata, permetterebbe ai titolari di copyright statunitensi di agire direttamente per impedire la diffusione di contenuti protetti. Una soluzione molto film Western con i rischi di sempre, in questi casi: poca o nulla possibilità da parte delle piccole realtà di difendersi, scarsa chiarezza sul cosa sia legale o cosa no, mancata o superficiale concertazione con le parti in causa.
Vi è da dire che tale proposta di legge ha già incontrato le perplessità dell'amministrazione Obama, che ha chiesto tempo per una valutazione più attenta, ritrovandosi con l'accusa di difendere i pirati informatici da parte di Rupert Murdoch. La legge è infatti fortemente voluta dalle major del cinema, della musica e dell'intrattenimento in genere, di cui Mr. Murdoch è solo il più famoso degli esponenti.
Come ci siamo spesso ritrovati a sottolineare, nessuno nega che una regolamentazione del web, prima o poi, debba essere affrontata. Il problema è sempre il modo e la misura, e fino a oggi ciò che è stato proposto si è sempre rivelato inadeguato, grossolano, sommario e in molti casi ingiusto. A pensare che SOPA e PIPA ricadano di diritto fra le leggi inadeguate e ingiuste, nonché liberticide, è Wikipedia, che opta per un oscuramento dei propri contenuti in inglese per l'intera giornata, sostituendoci il manifesto Sopastrike (è possibile accedere al sito o disabilitando i javascript oppure consultando le versioni mobile).
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