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Pagina 1 - Introduzione
Il primo giugno 2006 è stata rilasciata la versione di Ubuntu
Linux 6.06 LTS (Long Term Support). Ubuntu è un'antica parola
Africana che significa 'Umanità verso il prossimo' e ricalca anche
la filosofia del sistema operativo che viene rilasciato completamente gratuitamente
e con solo software gratuito e open-source. Fanno eccezione alcuni driver
proprietari e il plug-in per visualizzare i contenuti in formato Flash che
sono closed-source. Ubuntu è una famiglia che comprende quattro varianti:
Ubuntu, Kubuntu, Edubuntu e la neonata Xubuntu. Questa versione è anche chiamata 'Long Term Support' perché vanta 3
anni di supporto desktop e 5 anni per i server. Sicuramente rispetto a Microsoft
questo tempo è inferiore, ma c'è da dire che escono release nuove
ogni circa 6 mesi per questa famiglia di distribuzioni ed essendo tutte completamente
gratuite fare un upgrade non comporta alcun costo e neppure il bisogno di reinstallare,
visto che c'è la possibilità di effettuare l'upgrade via internet.
Da questa versione è inoltre possibile ordinare i cd gratuitamente (salvo
tasse doganali) da internet e per chi ha una connessione troppo lenta questa
è un'ottima iniziativa.
Questo articolo ha come scopo quello di prendere in esame una distribuzione da questa famiglia, in particolare Kubuntu 6.06 e di analizzarne l'usabilità soprattutto dal punto di vista di un utente non particolarmente esperto. Sempre più spesso si sente parlare di Linux nei gruppi di discussione o nelle community on-line in genere, ma non tutti forse sanno che le ultime distribuzioni hanno fatto passi da gigante rispetto al passato e sono diventate più facili da usare. Le domande a cui vogliamo rispondere nel corso del presente articolo sono quindi: - Linux è ancora così difficile? La scelta è dunque ricaduta su Kubuntu, che utilizzando KDE, risulta essere la più vicina a Windows almeno per quanto riguarda l'aspetto grafico; questo può aiutare molti utenti che provenienti dal mondo Windows non si trovano più di tanto spaesati. Si è predisposto un computer con molti accessori hardware, per poter ricoprire una buona casistica e mettere alla prova questa versione Linux e le sue capacità di riconoscimento dell'hardware. Qui di seguito descriviamo le caratteristiche hardware e le periferiche installate sul sistema:
Pagina 2 - Distribuzione e utilizzo in modalità Live
Kubuntu si presenta in 3 differenti formati: CD di installazione, CD Live e 1 DVD. I CD hanno solo alcune lingue disponibili, mentre la versione DVD dispone di tutte le lingue tradotte fino ad ora.Tutti e tre i formati sono disponibili per architetture: i386, x86_64 e PowerPC.
Per quanto riguarda l'architettura scelta sia la versione i386 che x86_64 sono compatibili con la cpu AMD 64 in test, tuttavia molti applicativi non sono ancora disponibili per x86_64. Quello che stupisce è che la maggior parte degli applicativi gratuiti per Linux sono già presenti anche nella versione per x86_64; sono i software proprietari a non esserlo: Skype e il plug-in Flash per i browser sono solo un esempio. Pur sapendo che una versione nativa per AMD64 avrebbe dato un beneficio maggiore in alcune applicazioni si è optato per usare la versione i386 a 32 bit che è quella ancora maggiormente usata anche sotto Microsoft Windows. Si è quindi proceduto a fare il boot del pc con il DVD di Kubuntu 6.06 avendo precedentemente abilitato da Bios l'opzione di boot da unità ottica. Appena comparso il menù di scelta si è scelto di avviare una sessione di Kubuntu 6.06 in modalità "Live". Il sistema operativo ha impiegato due minuti esatti per caricarsi interamente, tempo decisamente basso se si pensa che tutto quanto è stato letto da DVD e che il sistema operativo è pronto per l'uso nonostante non sia installato sul sistema. Kubuntu si presenta all'utente con la barra in basso simile a Microsoft Windows,
al posto di "Start" c'è la "K" di KDE (e di Kubuntu) che ha la medesima funzionalità:
presenta tutti i programmi disponibili divisi in categorie. Oltre al menù K
sono presenti: un link alle risorse del computer, l'icona del browser Konqueror
e il link a Kontact. Quest'ultimo è un programma che raggruppa le funzionalità
di un lettore RSS, di un calendar e di una rubrica di indirizzi. Grazie al Live CD o DVD è possibile sperimentare se il proprio hardware funziona sotto questa distribuzione: in questo caso il sonoro funziona già egregiamente; internet è subito disponibile visto che anche la scheda di rete è già riconosciuta dal sistema operativo e il router con funzionalità DHCP abilitata ha assegnato un IP al PC. La risoluzione impostata è 1024x768 ma anche in questo caso tramite l'interfaccia grafica è stato possibile impostare la risoluzione nativa del monitor utilizzato sulla postazione di test che prevede 1280x1024 pixel. Si è tentato di connettere il lettore mp3 via USB e immediatamente la nuova periferica è stata riconosciuta come dispositivo di storage. Una finestra è apparsa chiedendo se si voleva aprire il contenuto in Konqueror (che assolve le funzionalità di browser web e di file manager); cliccando su ok tutti i file presenti nel lettore sono apparsi in una finestra simile a risorse di computer di Windows. Diversi componenti sono dunque già stati riconosciuti e funzionano perfettamente. La lingua di default del live-DVD è quella inglese: si è provato a cambiarla usando il percorso K->System->Language Support e scegliendo la lingua italiana. Ci saremmo attesi che i componenti necessari venissero caricati dal DVD, invece il sistema ha prelevato tali contenuti da internet. Successivamente andando su K->System Settings->Regional & Accessibility si è riusciti a trasformare l'intero live-DVD in italiano.Si è proceduto quindi a rifare la stessa prova però in assenza di connessione ad internet e purtroppo in questo caso non è stato possibile cambiare la lingua nonostante l'italiano sia presente nel DVD. Questo piccolo bug può limitare l'uso del live-DVD alle persone che non hanno dimestichezza con l'inglese e non hanno una connessione ad internet; inoltre sarebbe stato preferibile disporre di una finestra in fase di caricamento del sistema operativo che chiedesse quale lingua utilizzare per la modalità Live. Infine il reperimento dei file necessari dovrebbe avvenire prima di tutto sul DVD e solo in un secondo momento su internet se disponibile e solo nel caso manchino i file per la lingua scelta. Pagina 3 - Installazione - parte 1 Avviando in modalità Live, come già detto, sul desktop è presente un'icona denominata Install. Cliccando su di essa appare una finestra di benvenuto al cui interno è possibile selezionare la lingua preferita. Non appena viene cliccato italiano tutte le informazioni presenti nell'interfaccia grafica vengono tradotte. Al secondo step vi è la scelta della fascia oraria. Cliccando su "Rome" nella lista l'orologio viene portato due ore avanti perché attualmente l'Italia e' nella fascia GMT+2; l'utente deve quindi correggere l'incongruenza tra l'impostazione della fascia oraria e quella dell'orologio di sistema. Sicuramente il sistema di installazione avrebbe potuto dedurre dalla lingua anche la fascia oraria, anche se tale deduzione non è sempre corretta. Al terzo step è possibile scegliere il tipo di tastiera: quella italiana è già selezionata. Al quarto step viene chiesto di inserire il primo utente nel sistema operativo; una volta installato, altri utenti potranno essere aggiunti. Subito balza all'occhio l'assenza dell'utente 'root' che equivale all'utente 'administrator' di Windows 2000 e Windows XP Professional Edition. Kubuntu infatti non ha una password di root, ma l'utente che viene creato in fase di installazione farà parte del gruppo dei 'super user' che avrà il permesso di installare/disinstallare programmi e modificare tutte le impostazioni del sistema. A differenza però di Microsoft Windows XP per ogni operazione dove siano necessari i permessi di super user verrà richiesta di nuovo la password dell'utente. In questo modo anche se un cracker riuscisse a compromettere la home dell'utente tramite un bug di sicurezza, senza sapere la password non può operare come 'super user'.
Il quinto step permette di scegliere dove installare Kubuntu: la scelta che più dà sicurezza e consapevolezza è sicuramente il partizionamento manuale, in modo da tenere sotto occhio lo spazio a disposizione.
Pagina 4 - Installazione - parte 2
Lo step successivo (che rimane sempre il numero 5), grazie ad una interfaccia pulita e intuitiva permette di capire lo stato degli hard disk. Attualmente si sta visionando il primo dei due hard disk da 160 GB (/dev/sda) dove è già presente la partizione NTFS di Microsoft Windows xp. Il primo bug che salta all'occhio è che il riconoscimento della quantità di spazio occupato non è corretto, difatti segna più del doppio dello spazio occupato rispetto alla realtà (58 GB rispetto a 24). Si procede dunque a creare una partizione di circa 15 GB, una partizione di 50 GB e un'ultima partizione di circa 2 GB per lo swap; a parte lo swap e la partizione Windows il filesystem scelto e' ext3 che risulta essere un ottimo filesystem di tipo journaling, cioè con funzionalità di recovery dei dati in caso di crash non fisico del disco. Il motivo di due partizioni per i dati sarà più chiaro dopo. Da notare che grazie a questa interfaccia è possibile anche ridimensionare le partizioni già presenti sul disco. Una volta concluso, cliccando su 'Applica' i cambiamenti diventano permanenti. Cliccando nel menù a tendina in alto a destra è possibile cambiare l'hard disk da partizionare, si procede dunque a partizionare il secondo disco da 160 GB (/dev/sdb) che era vuoto. In questo caso ci si limita ad un'unica partizione dedicata ai soli dati grande tutto quanto il disco. In quest'ultima parte si procede ad assegnare un punto di montaggio (mount point) ad ogni partizione. Sotto Linux non esistono come in Microsoft Windows le lettere (C: D: ecc.) per ogni partizione: tutte le partizioni sono figlie della partizione radice /. La partizione radice ha a sua volta tante sotto-cartelle che eventualmente possono far parte di una partizione diversa. In questo caso si è deciso di assegnare la radice alla partizione da 15 GB del primo disco; tale spazio sarà riservato al sistema operativo e a tutti i programmi. La partizione da 50 GB sempre del primo disco viene montata sotto /media/dati e infine la partizione da 160 GB del secondo disco verrà montata sotto /home: la cartella home contiene tutte le 'home' degli utenti di Kubuntu ed equivale alla 'Documents and Settings' di Microsoft Windows XP. Di norma, gli utenti potranno scrivere soltanto dentro alla propria sottocartella presente in home, che di solito ha lo stesso nome dell'utente. Questa struttura è molto utile nel momento in cui si voglia cambiare distribuzione Linux o semplicemente reinstallare tutto quanto senza toccare minimamente la parte dei dati degli utenti, ma formattando solamente la partizione radice. Da notare che una volta reinstallato il sistema tutte le impostazioni quali: desktop, posta elettronica e impostazioni dei programmi vengono preservate in quanto sono tutte contenute dentro alla home dell'utente stesso. Reinstallare quindi un sistema operativo organizzato in tale modo fa risparmiare non poco tempo: backup e riconfigurazione di tutti i programmi non sono infatti necessari. L'ultimo step informa su tutte le scelte effettuate precedentemente: purtroppo alcune frasi non sono tradotte in italiano, questo fa pensare ad una traduzione che non è stata completata al 100%. Tramite il pulsante 'Indietro' è possibile modificare alcune delle scelte già fatte.
L'installazione di Kubuntu ha richiesto 4 minuti e 17 secondi sul pc in test,
un tempo decisamente basso. Se si ha a disposizione una connessione ad
internet Kubuntu potrà anche scaricare gli eventuali aggiornamenti presenti.
Si consiglia di testare il funzionamento della connessione ad internet prima
di far partire l'installazione, in quando se non viene rilevata non è
possibile fare rieseguire la ricerca. Tuttavia una volta avviato il sistema
operativo appena installato sarà subito possibile effettuare l'aggiornamento. I più esperti apprezzeranno la modalità di installazione testuale alla quale si accede digitando "expert" all'avvio del DVD. Un'altra pecca è la presenza del bug di visualizzazione dello spazio occupato nelle partizioni, che seppur non compromettendo nulla, può creare confusione negli utenti meno smaliziati; infine la traduzione in italiano non è completa anche se di poco. Pagina 5 - Avvio di Kubuntu e primi problemi Riavviando il pc balza subito all'occhio che Kubuntu ha installato Grub, un
bootloader che ci permette di scegliere se avviare Kubuntu Linux (scelta predefinita)
o Windows; ci sono anche altre possibilità qualora il sistema operativo
abbia dei problemi nell'avviarsi. Molto positivo il fatto che Kubuntu si sia
accorto automaticamente della presenza di una copia di Windows XP e abbia messo
l'utente nella possibilità di scegliere quale sistema operativo avviare. Per un sistema operativo desktop, tipologia che solitamente non ha mai più di 4 o 5 utenti se non in rari casi, sarebbe sicuramente comodo un sistema di selezione a lista o per lo meno la condizione ideale sarebbe quella di far scegliere all'utente in fase di installazione. Per chi proprio non può rinunciare a questa opzione consigliamo l'installazione del pacchetto 'kcontrol-kdmtheme'. Alla base di scelte simili a quella compiuta dagli sviluppatori di Kubuntu di solito vi sono motivazioni di sicurezza. Il pc risulta più sicuro in quanto bisogna conoscere oltre alla password anche il nome dell'utente; in realtà tutti i login sono visibili da qualsiasi utente anche non super-user e ad ogni modo Kubuntu 6.06 mostra al boot sempre l'ultimo utente che ha fatto login. Le giustificazioni di sicurezza non trovano quindi fondamento. Effettuato l'accesso con i parametri relativi all'user scelto in fase di installazione viene proposta una schermata identica a quella proposta in modalità Live CD; unica marginale differenza è l'assenza dell'icona per avviare la procedura di installazione su disco. Aprendo il menù K si ha la prima amara scoperta: il sistema operativo è interamente in inglese nonostante durante l'installazione sia stato scelto l'italiano come lingua e nonostante sia stato usato il DVD per l'installazione; ricordiamo infatti che questo supporto, a differenza del cd rom, ha tra le proprie caratteristiche il supporto multilingua. Questo bug è molto grave poichè l'utente inesperto che sceglie Kubuntu per le prime esperienze linux si trova in una situazione sicuramente non semplice. L'opzione Language Support presente all'interno del menù System dovrebbe
risolvere il problema, ma purtroppo è disponibile una sola opzione di
lingua: l'inglese. Questo fatto risulta alquanto strano visto che nel live-DVD
i pacchetti relativi alla localizzazione erano presenti. Dopo qualche indagine
più approfondita si è scoperto che la selezione delle lingue viene
permessa soltanto dopo avere abilitato una serie di aggiornamenti di Kubuntu
oppure dopo aver aggiunto il DVD tra le possibili fonti di aggiornamento del
sistema. A nostro avviso il DVD dovrebbe essere definito di default come fonte
di installazione; questa impostazione risolverebbe alcuni problemi.
Pagina 6 - Configurare e personalizzare Kubuntu 6.06 - parte 1
La console è lo strumento che in questa recensione si cercherà di non usare mai, perché è notoriamente poco user-friendly, decisamente ostica per i non esperti. Si presenta in stile 'dos' e risponde a precisi comandi, tutti rigorosamente digitati da tastiera. Purtroppo nel passato è sempre stato necessario usare tale componente per poter configurare al meglio Linux; si capirà presto se con questa distribuzione l'uso sarà facoltativo o meno. La sintassi della console è la seguente: 'marco' è l'utente che attualmente la sta usando, 'b-52' è il nome assegnato al computer in fase di installazione, la ~ (tilde) indica che ci si trova all'interno della propria home, la quale come percorso assoluto nel filesystem è: /home/marco
Il primo strumento utile da imparare ad usare è Adept. Questo software permette di installare e disinstallare programmi, librerie e driver su Kubuntu. Adept è molto potente, ma pur essendo giunto alla versione 2.0 non è ancora esente da alcuni fastidiosi bug e feature mancanti. Aprendo adept verrà richiesta la password di un utente che appartenga al gruppo dei super-user; una volta immessa apparirà una schermata con una lista di pacchetti, installati o da installare. I pacchetti possono essere programmi, librerie o altro. Un problema storico di Linux e ben conosciuto dagli utenti è quello relativo alle dipendenze. Capita infatti abbastanza di frequente che installando un software vengano richieste particolari librerie, o particolari versioni. A volte si creano dei veri e propri conflitti poichè aggiornando una certa libreria un software precedentemente installato manifesti dei problemi o delle incompatibilità. Questo genere di contrattempo può creare difficoltà agli utenti non esperti. In Kubuntu il problema delle dipendenze è parzialmente risolto facendo sì che Adept cerchi tutti i pacchetti dai server di Ubuntu; su tali risorse generalmente si trovano pacchetti che ovviamente cercano di rendere le possibilità di conflitto tra pacchetti il più basso possibile. Aggiungendo però quale fonte di installazione eventuali server esterni le possibilità di incorrere in conflitti aumentano. Adept presenta dunque la lista completa dei pacchetti che riesce a reperire tramite i server abilitati di Ubuntu. I pacchetti sono però divisi in categorie:
Le impostazioni di default di Adept rendono disponibili i programmi delle categorie Main e Restricted, le uniche due che hanno supporto ufficiale e che ricevono regolari update di sicurezza. Per l'utente desktop è però molto limitante rimanere soltanto con questa scarsa disponibilità di software. Si procede dunque ad abilitare anche le altre categorie, questo ovviamente a patto di avere una connessione ad internet adsl o per chi deve scaricare soltanto piccoli pacchetti. Per abilitare tutte le categorie si clicca su Adept->Gestisci depositi e nella seguente finestra si clicca su ogni riga che inizia per 'deb' col tasto destro e infine si seleziona 'Enable'. Le righe che iniziano invece con 'deb-src' non vanno abilitate: sono i sorgenti dei programmi che per l'uso desktop sono quasi sempre inutili. Una volta abilitate le categorie è necessario includere il gruppo multiverse; per fare questo cliccare due volte su 'Components' in corrispondenza del primo 'deb' ed aggiungere 'multiverse' come è visibile dall'immagine seguente. E' importante aggiungere 'restricted' sempre nella colonna 'Components' questa volta però nella riga che contiene dapper-security main, questo per poter ottenere gli aggiornamenti di sicurezza anche per tutti i pacchetti della categoria restricted. Fatto tutto questo cliccare su Applica in basso e poi su 'Scarica aggiornamenti'; si potrà notare subito che dai 938 pacchetti disponibili inizialmente si è passati a ben 18792. Questi numeri evidenziano le potenzialità di Adept e dei server Ubuntu nell'ospitare software. Uno dei problemi iniziali relativo all'installazione si è detto che riguardava l'impostazione della lingua italiana come default. Dopo aver aggiunto le varie fonti a Adept, operazione descritta nei paragrafi precedenti, sarà possibile notare che il supporto multilingue è perfettamente funzionante. Tornando infatti al percorso K->System->Language Support si troveranno tutte le lingue disponibili. Pagina 7 - Configurare e personalizzare Kubuntu 6.06 - parte 2 Non disponendo però di una connessione internet sarà possibile aggiungere quale fonte di Adept anche il DVD di installazione. La stringa da digitare per effettuare questa operazione è la seguente: "sudo apt-cdrom add" e digitare la propria password quando richiesto. L'esito positivo dell'operazione è segnalato dalla comparsa di questa riga nella gestione depositi di Adept: deb cdrom:[Kubuntu 6.06 _Dapper Drake_ - Release i386 (20060531.1)]/ dapper main restricted Per installare un determinato pacchetto con Adept è sufficiente inserire il nome esatto nella casella Search, espandere le informazioni con la freccia che si trova alla sinistra del nome e richiederne l'installazione con 'Request Install'. Successivamente con 'Anteprima modifiche' è possibile vedere tutti i pacchetti da installare fino a quel momento; è possibile toglierne solo alcuni o accorgersi di quali altri pacchetti sono stati aggiunti alla lista perchè erano necessari per il corretto funzionamento. Per installare tutti i pacchetti è sufficiente cliccare su 'Applica modifiche' ed i vari componenti verranno scaricati dalle differenti sorgenti (cd, DVD, internet); è opportuno chiarire che prima di questa operazione il sistema ha mostrato solo l'anteprima delle modifiche. L'esistenza di eventuali conflitti verrà comunicata prima che il tutto venga installato. In Kubuntu quando ci si collega ad internet viene automaticamente aggiornata la lista degli aggiornamenti disponibili per i programmi installati tramite Adept. La presenza di eventuali update è segnalata all'utente da un'apposita icona che compare nel systray.
Cliccando su tale avviso vengono mostrati i dettagli degli aggiornamenti e l'utente ha la facoltà di installare tali update oppure posticipare l'operazione.
KSysGuard equivale al Task Manager di Microsoft Windows; una sua versione ridotta con solo i processi attivi è raggiungibile tramite CTRL+ESC, e permette di bloccare eventuali processi che non rispondono più all'utente. KSysGuard produce dei grafici sul carico della CPU e della RAM, ma può anche gestire grafici sulla velocità delle ventole del pc, sull'attività delle risorse di rete e molto altro.
KSystemLog permette di monitorare tutti i log di sistema: quelli del kernel, della stampa, del server grafico e molti altri. E' possibile copiare sugli appunti parti o tutto un file log, oppure stampare e fare altre operazioni. Di estrema utilità per poter capire se un componente ha problemi; permette inoltre di reperire informazioni utili ad un eventuale supporto tecnico. Pagina 8 - Configurare e personalizzare Kubuntu 6.06 - parte 3
Le impostazioni di sistema equivalgono al Pannello di controllo di Microsoft Windows XP e permettono di configurare Kubuntu in tutte le sue parti. Alcune impostazioni riguardano tutto il sistema e per il loro utilizzo necessitano quindi di privilegi di super-user. Purtroppo si può notare subito che anche in questa sezione ci sono alcune impostazioni tradotte in italiano e alcune in lingua inglese. Questo può generare un po' di confusione nell'utente finale. Tralasciamo in questa sede una dettagliata descrizione di ogni singola opzione; la grafica e i messaggi forniti dal sistema sono tali da rendere le impostazioni estremamente semplici ed intuitive. Un elemento da segnalare è però il tool che permette di creare nuovi utenti o di modificarne i privilegi. In molte distribuzioni Linux, tra le quali anche Kubuntu, ogni utente può godere o meno di alcuni privilegi attraverso i quali il sistema permette di effettuare alcune operazioni, accedere alle periferiche ottiche del sistema o a quelle collegate via USB. Contrariamente a quanto accade per Microsoft Windows XP in Kubuntu, quando viene creato un utente esso nasce con il massimo delle restrizioni, eccezion fatta per l'utente creato in fase di installazione. Questo vuol dire che se si crea un utente in un secondo momento e non si provvede ad aggiungere nessun tipo di privilegio, questo utente potrà accedere solo al suo account. Il nuovo utente non avrà privilegi per utilizare altre risorse anche fondamentali come ad esempio il sistema sonoro; questa impostazione è ovviamente all'insegna della sicurezza. Eventuali privilegi da aggiungere ad un utente vanno inseriti nei Secondary Groups. L'utente può fare parte di diversi gruppi (fittizzi in questo caso) che danno l'accesso a privilegi specifici. Ad una prima valutazione questa gestione potrebbe essere vista come una grande limitazione, ma riflettendoci più approfonditamente questa banale impostazione permette agli utenti di avere solo i privilegi minimi che a loro servono. Tra i tanti privilegi a disposizione dell'utente creato verranno citati i più usati:
Come è possibile notare è presente anche il gruppo 'marco' nome dell'utente già creato in fase di installazione. Nel caso si aggiunga questo tra i gruppi secondari, tutti i file e le directory che saranno leggibili e/o scrivibili dal gruppo marco lo saranno anche per questo nuovo utente. |
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