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Microsoft Windows 7, una facile eredità
Microsoft Windows 7, una facile eredità
“Da oggi è ufficialmente in vendita il nuovo sistema operativo Microsoft Windows 7. Supporto nativo touch, nuova interfaccia grafica, reattività elevate e per dare fiducia ai clienti la funzione XP Mode: il vecchio sistema operativo sopravvive dentro Windows 7. Scordiamoci Vista?”
Pagina 1 - Introduzione

Si è soliti parlare di difficile eredità, quando ad essere presentato è un prodotto con un predecessore che ha saputo conquistare i cuori degli utilizzatori. E' del tutto inutile negare che, concordi o meno in base alle esperienze personali, Microsoft Windows Vista è stato mediamente un sistema poco amato dal pubblico a livello globale. Non è un caso che la presentazione di Windows 7 giunga a meno di tre anni dalla presentazione ufficiale di Windows Vista, e che sono in molti a riporre buone aspettative nel nuovo nato di casa Microsoft.

Sia ben chiaro: Microsoft ha dichiarato di aver venduto più di 40 milioni di copie di Windows Vista in soli 100 giorni dalla presentazione, rendendolo di fatto il sistema operativo più venduto in questo arco temporale, da sempre. Vi è comunque da dire che nel computo erano comprese le copie OEM, fornite di serie e senza alternative con i PC venduti in quel periodo, motivo per cui non è a nostro avviso corretto dedurre da questi dati di vendita un entusiasmo generalizzato da parte del pubblico.

A queste si sono sommati alcuni problemi di compatibilità, spesso senza colpe da parte di Microsoft ma dei singoli sviluppatori di software non adeguatisi per tempo, che hanno contribuito a far nascere una certa frustrazione nell'utilizzo comune di Windows Vista. A riprova di ciò valga la disponibilità, fino a pochissimo tempo fa, di PC in vendita con l'opzione Windows XP, un sistema presentato il 25 ottobre 2001. Il tutto nonostante gli sforzi immani di Microsoft di presentare aggiornamenti e Service Pack.

Anche Steve Ballmer, CEO e presidente di Microsoft, conscio dei problemi di percezione e non, ha scelto un approccio autoironico per presentare Windows 7: siamo di fronte ad un sistema operativo che di fatto è Windows Vista come doveva essere. Lasciando a Mr. Ballmer un'ironia che lui solo può permettersi,  è bene ricordare che Windows 7 si propone come qualcosa che va ben al di là di un semplice aggiornamento di Windows Vista. Diverse sono le novità, alcune delle quali già esposte in precedenti articoli.

- Microsoft Windows 7, un primo sguardo

- Microsoft Windows 7: novità estetiche e funzioni base

Oggi è il giorno di Windows 7 e parte già col piede giusto, in quanto difficilmente vi saranno alzate di scudi in favore di Windows Vista, destinato ad un prepensionamento per acclamazione. Cerchiamo dunque di prendere in esame alcune delle novità più importanti oltre a quelle già annunciate, facendo un breve riassunto di ciò che dovremo aspettarci dal nuovo sistema operativo Made in Redmond.

Pagina 2 - Funzione TRIM, ottimizzazione per Solid State Drive

La presentazione di Windows 7 porta con sé una importante novità riguardante il settore storage. Sebbene l'utilizzo risulti ancora limitato, non solo per questioni di prezzo, i Solid State Drive si stanno proponendo come valida alternativa ai classici dischi rigidi utilizzati normalmente nei PC, dotati di motore rotativo, testine e piatti. Si tratta di due tecnologie, quella dei Solid State Drive e quelle dei dischi tradizionali, completamente differenti, accomunate solo dal fatto di dover archiviare dati.

Buona parte delle tecnologie pensate per ottimizzare l'utilizzo dei dischi tradizionali non sono applicabili ai Solid State Drive, così come sono emerse lacune per la gestione ottimale di quest'ultimi. Un esempio può essere la deframmentazione che, se per i dischi tradizionali porta a qualche beneficio, con i Solid State Drive si trasforma in un problema, che di fatto accorcia la vita media di queste unità. Il motivo è semplice: le singole celle di memoria hanno un ciclo di vita finito, motivo per cui vanno utilizzate secondo criteri che ne minimizzino l'utilizzo allo stretto indispensabile. La deframmentazione, che di fatto altro non è che una serie di letture e scritture volte ad organizzare al meglio i dati sulla superficie dei piatti, si traduce in un lavoro non solo inutile per i Solid State Drive, ma anche dannoso.

Un sistema operativo moderno deve saper tenere conto di queste cose ed affiancare, oltre alle tecnologie valide per i dischi tradizionali, anche quelle più adatte ai Solid State Drive. Microsoft, con Windows 7, ha introdotto un particolare comando chiamato TRIM, pensato proprio per sfruttare al meglio le unità Solid State. All'avvio, il sistema operativo Microsoft Windows 7 inoltra una query a tutti i dischi presenti, per accertarsi della presenza o meno di un Solid State Drive. Se una di queste periferiche risponde con uno "0", il sistema operativo attiverà il comando TRIM su quel disco, poiché è il codice che corrisponde ai Solid State Drive.

Cosa prevede il comando TRIM? Oltre a disabilitare automaticamente le operazioni di deframmentazione, TRIM provvede a velocizzare in linea teorica il sistema, agendo direttamente sulle celle memoria del Solid State Drive. Non si tratta però di un modo di organizzare al meglio le query fra sistema e disco, poiché a questo pensa il controller dell'unità stessa. TRIM si fa carico di un problema differente, per il quale occorre aprire una breve parentesi.

Fino ad oggi, cancellare un file da un disco rigido o una unità di archiviazione qualsiasi non prevede la cancellazione fisica dei dati, quanto piuttosto la disponibilità di quei blocchi memoria ad essere scritti qualora dovessero servire. Il dato, sebbene cancellato logicamente dal sistema operativo, si trova ancora nel blocco, sebbene non più protetto da ulteriori scritture. Qualora si cancellasse un dato da un Solid State Drive, le cose sarebbero esattamente queste, non facendo alcuna eccezione rispetto ad altre unità di archiviazione.

Ecco nascere un problema: nei blocchi logicamente liberi ma fisicamente occupati, in caso di scrittura le operazioni da effettuare sarebbero due e non una: la priama per rimuovere il vecchio contenuto, la seconda per scrivere quello nuovo. Considerando le numerose operazioni che un sistema operativo svolge in background, tutto ciò comporta una somma di micro-rallentamenti che possono diventare chiaramente percepibili. TRIM gioca d'anticipo: all'atto della cancellazione logica di un dato provvede anche a quella fisica, in modo che il blocco risulti libero a tutti gli effetti nel caso venga chiamato ad ospitare delle informazioni.

Per fare questo però non serve solo un sistema operativo predisposto, ma devono esserlo anche i Solid State Drive. Attualmente non vi sono Solid State Drive TRIM ready, anche se sono previsti numerosi aggiornamenti di firmware per renderli tali proprio in questi giorni. C'è da attendersi comunque un veloce passaggio a questa compatibilità, che verrà sicuramente pubblicizzata dai singoli produttori.

Pagina 3 - Le opzioni touch e le evoluzioni del mouse

Una delle più interessanti novità di Windows 7 riguarda il supporto nativo alle opzioni multi touch: l'utente potrà gestire il sistema operativo utilizzando le proprie dite che interagiranno con il display del pc. Sarà possibile selezionare applicazioni, accedere ai menu, ruotare immagini o sfogliare pagine con apposite gesture, per altro assai comuni anche in altri ambiti.

Si potrà eccepire che già in passato esistevano soluzioni software in grado di utilizzare le dita come interfaccia utente, ma la differenza è notevole: ora tutte le componenti del sistema operativo potranno essere gestite in modalità touch e non solo specifici ambiti come quello multimediale. Inoltre, il livello funzionale offerto dalla nuova interfaccia supera decisamente quanto fino a ora visto con le varie versioni di sistema operativo per Tablet PC.

La disponibilità in Windows 7 del supporto nativo alle funzionalità Touch ha generato il proliferare di parecchi prodotti - notebook e all-in-one - dotati di un pannello adeguato a questo specifico utilizzo. L'immagine appena riportata è quindi destinata ad essere un ricordo del passato. Le funzionalità touch si rivelano utili e comodo in ambito mobile e promettono di rendere più semplice e veloce l'accesso alle applicazioni, mentre in ambito desktop aprono nuove e interessanti possibilità di impiego.

In ambito multimediale Windows 7 ha introdotti interessanti novità relative alla condivisione e fruizione di contenuti in ambito domestico; si pensi a tali applicazioni e al loro utilizzo potendo disporre di un comodo pannello touch screen. Il livello di interazione e la semplicità delle operazioni rispetto al comune utilizzo di tastiera e mouse è presto immaginabile. Con questo è lecito attendersi un'imminente sparizione di mouse e tastiera dalle nostre scrivanie? Assolutamente no, almeno non ancora. Segnaliamo però come anche il mouse - dispositivo indispensabile per molte applicazioni - sia destinato a evolvere e su questo fronte Microsoft promette grandi cose. Il breve video seguente mostra alcuni progetto in corso di sviluppo.

VIDEO: Microsoft ripensa il mouse: multi finger e con sensori evoluti
(per vedere il video, guardare la versione completa dell'articolo)

Le immagini mostrano come i mouse di oggi siano destinati a cambiare notevolmente: il semplice sensore ottico - pur raffinato che sia - verrà affiancato da microtelecamere, da pad in grado di rilevare la pressione e da altre interfacce aggiuntive che potranno offrire un rinnovato livello di usabilità, fino ad arrivare al concetto di "mouse multi touch" usato da più dita contemporaneamente.

Pagina 4 - DirectX 11: le nuove API di Windows 7

Una delle principali novità implementate da Microsoft in Windows 7 sono le nuove API DiredtX 11. Evoluzione delle precedenti API DirectX 10, presentate assieme al sistema operativo Windows Vista e prerogativa di quest'ultimo, le nuove API DirectX 11 implementano alcune innovazioni rispetto alla release 10 di fatto tendendo ad affinare e migliorare quanto di valido era stato sviluppato e implementato nelle API DirectX 10.

Vediamo ora quali siano le principali novità che Microsoft ha implementato in queste API:

  • Tessellation: questa tecnica è stata già implementata a livello hardware in varie precedenti GPU sviluppate da ATI, a partire da quella R500 utilizzata nella console Microsoft Xbox 360. Si tratta di una tecnica che permette di migliorare la qualità e la fedeltà di un oggetto 3D grazie ad un progressivo aumento del numero di triangoli utilizzato per la sua riproduzione, con un livello di dettaglio che è variabile a seconda del punto di osservazione (più questo è vicino, maggiori saranno i triangoli generati così da incrementare il realismo dell'oggetto). L'approccio alla Tessellation scelto da Microsoft per le DirectX 11 non è compatibile con quanto sviluppato da ATI per le GPU precedenti la serie Radeon HD 5800; per questo motivo non è possibile sfruttare tecniche di Tessellation implementate in giochi DirectX 11 con schede video ATI di precedente generazione, tantomeno del resto con quelle NVIDIA.
  • Shader Model 5.0: ultima evoluzione dello shader model, dopo quello 4.0 implementato con le API DirectX 10 e lo shader model 3.0 delle prime architetture DirectX 9.0c.
  • DirectCompute 11: è questo il nuovo approccio alle tecniche di DirectCompute, grazie alle quali la GPU viene utilizzata dalle API anche per l'elaborazione di codice non direttamente legato alla generazione di scene 3D. DirectCompute 11 è quindi la via scelta da Microsoft, all'interno delle proprie API DirectX 11, per la gestione delle tecniche di GPU Compute, con le quali avantaggiarsi della capacità di elaborazione parallela propria delle più recenti GPU, sgravando da questo il processore di sistema e ottenendo, con codice correttamente ottimizzato, migliori prestazioni complessive.
  • Gestione Multi-threading: le nuove API gestiscono in modo più efficiente rispetto alle precedenti processi multithreading. L'applicazione, DirectX runtime e DirectX driver possono ora essere eseguiti in threads separati e non più nello stesso: sarà compito delle display list il sincronizzare operazioni eseguite in tempi differenti dai vari stream processors così che concorrano poi al risultato finale secondo il ruolo spettante a ciascuna. Altre operazioni come il caricamento di una texture o la compilazione di uno shader possono avvenire in parallelo con il principale task di rendering della scena.
  • HDR Texture Compression: questa tecnica permette di eseguire una compressione delle textures HDR a 16bit, sino ad un rapporto di 6:1. Questo approccio permette di ridurre gli artefatti a blocchi tipici delle textures a 8bit compresse.

Una nota sul funzionamento delle tecniche di Tessellation. Nelle API DirectX 11 sono stati implementati 3 nuovi stadi della pipeline specifici per queste funzioni: hull shader, tessellation e domain shader. L'hull shader utilizza il codice dell'applicazione verificando quali siano gli elementi che l'unità di tessellation richiede per poter generare i nuovi punti di controllo, con i quali arricchire la geometria dell'oggetto. L'unità di tessellation genera quindi i punti di controllo, elaborati dal domain shader per generare i dati della nuova geometria, utilizzando se previste dal programmatore anche delle displace texture, con le quali i vertici degli oggetti possono venir spostati rispetto alla geometria iniziale così da conferire maggiore profondità. Una displace texture potrebbe ad esempio venir utilizzata per incrementare il realismo di un vestito, aggiungendo le pieghe che in modo naturale vengono a formarsi lungo il corpo.

tessellation.jpg (41550 bytes)
tecniche di tessellation: sulla sinistra con displace texture, sulla destra senza. Si noti la migliore qualità complessiva delle ombre rispetto alla forma del vestito

Con il debutto delle API DirectX 10, in concomitanza con la presentazione del sistema operativo Windows Vista, non abbiamo registrato una rapida diffusione di titoli che facessero ampio uso delle nuove API. Gli sviluppatori di videogiochi sono di fatto rimasti fedeli alle API DirectX 9, dovendo del resto sviluppare giochi che possano essere compatibili con la maggior parte dei sistemi presenti sul mercato. Sviluppare codice per API DirectX 10, differente da quello per schede video DirectX 9 e su queste non utilizzabile, ha richiesto agli sviluppatori di videogiochi uno sforzo ulteriore in programmazione, non giustificato almeno inizialmente dal ridotto numero di sistemi dotati di schede video compatibili con queste API.

Nel passaggio alle API DirectX 11 non ci si attende questo tipo di comportamento da parte degli sviluppatori di software: il passaggio da DirectX 10 a DirectX 11 è di tipo evoluzionistico, non rivoluzionario come avvenuto nel pasaggio da DirectX 9 (Windows XP) a DirectX 10 (Windows Vista), pertanto il lavoro richiesto al games developer nello svilupp di un gioco permette di avere compatibilità sia con architetture di schede video DirectX 10 sia con quelle DirectX 11. I sistemi attualmente presenti in commercio, anche se risalenti ad alcuni anni fa, sono basati su sottosistemi video in grande maggioranza compatibili con le API DirectX 10

L'estensione della compatibilità alle API DirectX 11 anche ai sistemi operativi Windows Vista, via aggiornamento software che verrà rilasciato da Microsoft, fa in modo che il parco di sistemi potenzialmente compatibile con applicazioni scritte per API DirectX 11 sia sin dal debutto significativamente elevato, fermo restanto che il completo set di funzionalità DirectX 11 può venir sfruttato solo con GPU che supportano in modo nativo queste API.

Quanto tempo dovrà trascorrere prima del debutto di giochi DirectX 11 sul mercato? Il supporto a queste API da parte dei games developer dovrebbe essere sufficientemente rapido, sicuramente ben più veloce di quanto avvenuto con i primi titoli DirectX 10. I giochi che includeranno compatibilità con le API DirectX 11 già nel 2009 sono BattleForge, S.T.A.L.K.E.R.: Call of Pripyat e Colin McRae DiRT 2. Il primo è uno strategico in tempo reale prodotto da Electronic Arts e basato sulle micro-transazioni, con supporto alle API DirectX 11 che è già stato integrato attraverso un aggiornamento rilasciato nel mese di Settembre. S.T.A.L.K.E.R.: Call of Pripyat è il terzo capitolo della serie di sparatutto in prima persona ambientata in un contesto post-apocalittico e sviluppata dalla software house ucraina GSC GameWorld. Il gioco verrà rilasciato in autunno e includerà già nella versione base il supporto DirectX 11. Sempre entro la fine del 2009 ci sarà anche Colin McRae DiRT 2, disponibile nel formato PC da Dicembre e già sul mercato nelle versioni console.

Veniamo al 2010: Turbine sta adattando la sua tecnologia in modo da avere il supporto DX 11 nei suoi MMORPG. Ne beneficeranno, quindi, Il Signore degli Anelli Online e Dungeons & Dragons Online. Due blockbuster del 2010 che supporteranno le DX 11 sono Aliens vs Predator, sviluppato da Rebellion, e Battlefield Bad Company 2 di Digital Illusions CE: entrambi verranno rilasciati nella prima parte dell'anno. Infine si parla di supporto DX 11 anche per il gioco non ancora annunciato ufficialmente Genghis Khan, sviluppato da Kylin, e per il motore grafico Vision, sviluppato da Trinigy.

Pagina 5 - Windows XP sopravvive dentro Windows 7

Una delle novità più attese e interessanti di Windows 7 è la funzionalità Windows XP Mode, attraverso la quale è possibile eseguire programmi compatibili con il vecchio, diffuso e apprezzato sistema operativo anche sull'ultimo arrivato di casa Microsoft. Con questa opzione Microsoft mette a disposizione una virtual machine preconfezionata di Windows XP (completa di licenza d'uso) all'interno di Windows 7, ma non solo. Infatti, al fine di rendere l'utilizzo di XP Mode ancor più semplice le applicazioni installate nell'ambiente virtuali saranno avviabili in modo trasparente dal menu Start di Windows 7.

L'utente avrà quindi la possibilità di usare l'ambiente virtuale Windows XP completo, eventualmente anche a tutto schermo, oppure la singola applicazione virtualizzata. Inoltre, sarà possibile effettuare il drag and drop da e verso Windows XP con un approccio molto semplice e intuitivo.

Con Windows XP Mode Microsoft intende sgombrare il campo da possibili problematiche relative alla compatibilità del nuovo sistema operativo con software datati, e intende offrire fiducia alle aziende. Pur essendo di semplice utilizzo e risolutiva in svariate situazioni non poi troppo inconsuete, Windows XP Mode è disponibile solo sulle versioni Professional, Enterprise e Ultimate di Windows 7. Una nota a margine, per altro significativa, nel corso della conferenza stampa ufficiale per la presentazione di Windows 7 -a cui ha partecipato anche l' Amministratore Delegato di Microsoft Italia - il precedente sistema operativo Windows Vista non è mai stato citato, ogni riferimento a precedenti sistemi Windows era rivolto a XP. Pura casualità, ovvio.

A margine della conferenza stampa di presentazione di Windows 7 abbiamo incontrato Carmine Stragapede - Intel Regional Business Manager Italy and Switzerland. Intel fornendo hardware a svariati partner, è un utile osservatorio sul mercato e ne abbiamo approfittato per capire come l'azienda abbia collaborato con Microsoft nello sviluppo di Windows 7 e quale possa essere l'impatto in termini di vendite riconducibile alla disponibilità del nuovo sistema operativo.

VIDEO: Microsoft Windows 7: ancora spazio per XP
(per vedere il video, guardare la versione completa dell'articolo)

Per utilizzare Windows XP Mode sono però necessari alcuni importanti requisiti: oltre a una licenza tra quelle citate poco fa valida è necessario disporre di un processore in grado di supportare le tecnologie di virtualizzazione (AMD-V o Intel VT-x). Inoltre, anche il BIOS del pc deve offrire la possibilità di utilizzare tali opzioni; nel corso di alcuni test abbiamo infatti notato che alcuni notebook pur avendo una cpu in grado di supportare le tecnologie AMD-V o Intel VT-x non offrivano la possibilità di abilitare tali opzioni rendendo quindi Windows XP Mode non utilizzabile.

Pagina 6 - Prezzi di Microsoft Windows 7

Una delle notizie più attese dal pubblico riguarda i prezzi delle versioni retail commercializzate da Microsoft. Questi dati

sono noti da tempo ma in un documento di sintesi come questo riteniamo importante riportarli. Per quanto riguarda le opportunità riservate agli OEM al momento non si segnala alcuna indiscrezione anche se il prezzo di tali licenza è da sempre molto inferiori rispetto alle proposte destinate allo scaffale. Ecco qui di seguito i prezzi ufficiali a cui Microsoft venderà le varie versioni di Windows 7.

  • Windows 7 Home Premium (Full): € 209
  • Windows 7 Professional (Full): € 329
  • Windows 7 Ultimate (Full): € 339

Per offrire un quadro il più chiaro possibile riportiamo anche i prezzi delle equivalenti versioni di Windows Vista:

  • Windows Vista Home Premium (Full): € 239.99
  • Windows Vista Business (Full): € 329.99
  • Windows Vista Ultimate (Full): € 339.99

Sono disponibili anche i prezzi previsti per le opzioni di upgrade da Windows Vista a Windows 7:

  • Windows 7 Home Premium (Upgrade): €129
  • Windows 7 Professional (Upgrade): €299
  • Windows 7 Ultimate (Upgrade): €319
  • Windows 7 Family Pack verrà commercializzato in USA a $149.99 e non è al momento prevista la disponibilità nel nostro Paese.

Per il passaggio da una versione di Windows 7 all'altra sono previste alcune opzioni denominate Windows Anytime Upgrade e nel seguente elenco ne sintetizziamo caratteristiche e prezzi:

  • Windows Anytime Upgrade da Starter Edition a Home Premium: €79
  • Windows Anytime Upgrade da Home Premium a Professional: €189
  • Windows Anytime Upgrade Home Premium a Ultimate: €209

Nel momento in cui Microsoft preannunciò i prezzi delle differenti versioni e delle possibili opzioni di update è emerso un ulteriore dettaglio relativo alla sola area europea: a causa delle ben note questioni legali ancora insolute tra la Commissione Antitrust della UE e Microsoft la casa di Redmond preannunciò particolari edizioni del sistema operativo dedicate alla nostra area geografica.

Il problema di fondo pareva essere l'integrazione di Internet Explorer all'interno del sistema operativo e l'impossibilità per gli utenti meno esperti di poter scegliere un browser alternativo. Microsoft ha da alcune settimane rivisto i propri piani eliminando le versioni di Windows 7 dedicate all'area europea: è stata inserita una modalità di scelta del browser web direttamente nelle fasi di installazione del sistema operativo. In questo modo ogni utente ha piena libertà di scegliere il browser web all'interno di una rosa di opzioni disponibili che all'occorrenza potrà essere ampliata e aggiornata.

Un primo parere positivo da parte della Commissione Europea c'è già stato e a breve dovrebbe arrivare anche un pronunciamento definito.

Sono anche disponibili alcune versioni caratterizzate dalla lettera N che vengono vendute allo stesso prezzo ma sono prive di Windows Media Player. Tralasciando queste problematiche, nei prossimi giorni assisteremo a parecchi annunci da parte di molti OEM che hanno atteso il lancio di Windows 7 per presentare nuovi prodotti, alcuni dei quali già beneficiano di tecnologie introdotte dal nuovo sistema operativo, tra cui il supporto nativo ai display touch.