Attacco cracker a VeriSign, ma lo si scopre dopo due anni
Nel corso del 2010 la compagnia ha subito un attacco che ha portato alla sottrazione di informazioni, ma la comunicazione arriva a quasi due anni di distanza in una relazione alla SEC
VeriSign, la nota società americana che gestisce due dei tredici root nameserver di Internet, il registro per i domini di primo livello .com, .net e .name, nonché una vasta serie di servizi di sicurezza è stata vittima di un attacco che ha portato alla sottrazione di dati ed informazioni: secondo quanto affermato dall'agenzia stampa Reuters, l'attacco è avvenuto nel corso del 2010, ma non vi sono dettagli sul tipo di informazioni trafugate.
Gli attacchi subiti da VeriSign emergono da una serie di documenti presentati lo scorso ottobre alla Securities and Exchange Commission. Gli executive di VeriSign hanno affermato che questi attacchi, avvenuti presso la sede di Reston, in Virginia, non dovrebbero aver compromesso i server a supporto del sistema DNS. Il DNS di VeriSign processa circa 50 miliardi di richieste al giorno ed una sua compromissione potrebbe consentire ai criminali di dirottare gli utenti della rete verso siti web contraffatti.
Ken Silva, CTO di VeriSign per tre anni fino a novembre 2010 ha affermato di non essere a conoscenza dell'intrusione fino a quando è stato contattato da Reuters per approfondimenti. Secondo Silva non è possibile tratteggiare un accurato quadro della situazione per via del tempo trascorso dall'attacco e dai termini vaghi con cui questo viene descritto nella documentazione presentata alla SEC. Secondo quanto afferma Reuters non è stato possibile raggiungere VeriSign per alcun commento, mentre diversi dipendenti hanno dichiarato di non aver ricevuto ulteriori dettagli rispetto a quelli presenti nella documentazione in mano alla SEC.
Anche nel caso in cui la sicurezza del DNS fosse stata preservata, la compagnia offre una vasta serie di servizi dove la sicurezza rappresenta una priorità fondamentale. Ad esempio è la stessa VeriSign che, fino ad agosto del 2010, rappresentava uno dei maggiori fornitori di certificati Secure Socket Layer, tramite i quali i browser web garantiscono le comunicazioni su un canale sicuro. Nel caso i cui i processi di produzione dei certificati SSL fossero stati compromessi, chiunque disponesse di queste informazioni avrebbe la possibilità di creare certificati fasulli per siti web con scopi tutt'altro che leciti.
Nel corso del 2010 VeriSign ha ceduto a Symantec la divisione demandata alla gestione e all'emissione dei certificati e Symantec ha continuato a mantenere il brand VeriSign per questo tipo di attività. Un portavoce di Symantec ha però dichiarato che non vi è alcuna indicazione che l'attacco portato a VeriSign sia stato correlato ai sistemi di produzione SSL.
Attualmente si attende ancora una posizione ufficiale da parte di VeriSign, che crediamo possa essere diramata nel giro di breve tempo ora che la vicenda è di pubblico dominio.
Commenti (5)
ecco la falla
ecco la falla
tutti i problemi di symantec stanno venendo a galla nello stesso momento
per quanto ne so avrebbero potuto benissimo modificare i certificati di paypal (che dovrebbero essere "verisign trust" se ricordo bene)..
è una continua rincorsa tra guardie e ladri
della cessione a Symantec del brand Verisign. Penso che la cosa sia avvenuta senza troppi strombazzamenti. Symantec è una delle società che si è dedicata allo shopping, acquisendone altre e mantenendone il brand. Purtroppo per i prodotti che ero solito usare la mano di re Mida di Symantec mi ha sempre costretto a migrare verso altri lidi. Che fare quando questi raider acquisiscono società meno orientate al business e magari in difficoltà a rimanere concorrenziali? Oggi è un vero problema specie per quel che riguarda la sicurezza. Comunque non solo Symantec, ma anche altri si sono dedicati a questo tipo di attività, con un evidente scadimento della qualità del software. Solo poche società hanno saputo acquisire e mantenere nel tempo la qualità dei prodotti acquisiti.














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