Cyber Katrina: gli USA simulano un attacco virtuale
Simulare l'uragano Katrina, un attacco che può mettere in ginocchio le infrastrutture governative , per poter valutare l'efficienza nell'affrontare i danni. Questa la simulazione voluta dal governo americano.
Immaginate ora un Katrina virtuale, pronto a colpire nel mondo digitale, il mondo di internet.
Per gli amanti dei film, quello che il governo degli Stati Uniti vuole portare avanti, ricorda molto da vicino il film "War Games". Ed è infatti quella l'idea alla base del progetto, seppur non più come oggetto la guerra fredda.
L'operazione, denominata "Cyber Storm", ha come scopo quello di verificare gli effetti di un cyber-attacco su vasta scala che colpirà le infrastrutture critiche quali le telecomunicazioni, i trasporti e energetici.
Questo maxi-test, sponsorizzato dal dipartimento di sicurezza di Homeland (National Cyber Security Division), avrà come partecipanti numerosi enti governativi, tra i quali appunto il Dipartimento del Commercio, della difesa, dell'energia, della giustizia e dei trasporti.
Anche rappresentati provenienti da Cisco Systems, Citadel Security Software, Computer Associates, Computer Sciences Corporations, Intel, Microsoft, symantec e Verisign prenderanno parte all'evento.
I dettagli dell'attacco non sono noti, tuttavia il governo ha fatto sapere che saranno utilizzati sia attacchi virtuali che fisici, con l'obiettivo di verificare l'efficienza nella risposta agli attacchi sferrati e la capacità di poter continuare comunicazioni interne per coordinarsi.
Cyber Storm, originariamente previsto per Novembre 2005, è stato poi rimandato a causa dei danni provocati dall'uragano Katrina.
Ironicamente, i danni che Katrina ha causato nella vita reale saranno proprio quelli che il governo ha intenzione di simulare in questo attacco virtuale.
Fonte: EWeek
Commenti (15)
stati meridionali degli U.S.A .
Ma d'altronde si sa: l'america non è posto per poveri.
manca solo una IA autocoscente...
Se io fossi di New Orleans mi sentirei anche preso per il c..o!
stati meridionali degli U.S.A .
Pignolo
Se io fossi di New Orleans mi sentirei anche preso per il c..o!
Scusa ma hai capito cosa vogliono simulare o no?
Rileggi meglio l'articolo!!
Ma d'altronde si sa: l'america non è posto per poveri.
Condivido pienamente.
Ma d'altronde si sa: l'america non è posto per poveri.
Eddai, sempre questa demagogia da quattro soldi...
Cmq la difficoltà e l'utilità di una prova del genere va sempre valutata con attenzione estrema, disegnare un vero attacco da parte di esperti del settore è veramente improbo. Ciò non toglie che esperimenti di questo tipo, ripeto se mossi da intenzioni serie, sono utili e doverosi.
E lasciamo andare, per una volta le banalità
ogni tanto c'è qualcuno che non sputa sugli Stati Uniti e si ricordano quanto hanno fatto per il mondo, anche per i nostri nonni e genitori.
Se c'è un popolo capace di risorgere dalle ceneri quello è proprio il popolo statunitense, avendo scelto uno stato leggero non stanno ad aspettare gli aiuti statali ma ci si aiuta a vicenda conoscendo bene cos'è la solidarietà. dubito per esempio che in Italia si recuperi facilmente delle somme come hanno fatto quei poveri ragazzi, madri e pensionati denunciati dalle case discografiche per qualche canzone scaricata dal peer to peer....
fra l'altro oltreoceano si costriuscono le case soprattutto in legno, che con gli uragani vengono giù come niente ma si ricostruiscono anche velocemente e con minore spesa rispetto a una casa in cemento la quale, d'altro canto, sopravviverebbe con pochi danni a molti uragani...














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