Facebook: forse Zuckerberg non è il legittimo proprietario
Mentre Facebook festeggia per aver raggiunto quota 500 milioni di iscritti, il suo CEO Mark Zuckerberg potrebbe dover comparire davanti alla corte per stabilire chi è il legittimo proprietario del popolarissimo social network
Recentemente Facebook ha raggiunto il traguardo dei 500 milioni di utenti iscritti ma per Mark Zuckerberg, il fondatore del popolare social network, si prospettano tempi difficili. Lo scorso mese infatti Paul Ceglia, un uomo d'affari di New York, ha citato in giudizio Facebook, asserendo di essere proprietario di una parte considerevole del social network di Zuckerberg.

Anche se molte compagnie di successo devono far fronte quotidianamente a cause legali frivole ed architettate unicamente allo scopo di far soldi a spese altrui, questa volta la situazione che sta andando a delinearsi sembra essere differente: Zuckerberg è stato legato a Ceglia da un contratto lavorativo in passato.
Davanti al giudice Richard Arcara della corte distrettuale di Buffalo, Lisa Simpson, rappresentante legale di Zuckerberg ha confermato l'esistenza di un legame tra i due, tuttavia ha dichiarato di non essere certa che il suo assistito abbia effettivamente firmato un contratto con Ceglia.
In accordo con quanto riportato dalla CNN, Ceglia ha prodotto alcuni documenti a testimonianza che Zuckerberg fu assunto nel 2003 per sviluppare due progetti distinti. Il primo progetto non è implicato in alcun modo nella vicenda e riguardava lo sviluppo di un database web di mappe stradali.
Il secondo progetto invece prevedeva un coinvolgimento di Ceglia nello sviluppo di un sito a cui Zuckerberg stava lavorando: un servizio che mirava a "offrire agli studenti dell'università di Harvard l'accesso ad un sito web simile ad un annuario con funzionalità dal vivo con il nome The Face Book". Secondo Terrence Connors, uno dei legali di Ceglia, il proprio assistito ha investito nel progetto e corrispose a Zuckerberg uno stipendio di 2000 dollari per il lavoro.
Sebbene alcuni portavoce di Facebook abbiano etichettato la causa come "completamente frivola", i legali di Ceglia sono invece convinti di avere per le mani un grosso caso e che il proprio cliente ha diritto almeno al 50% della proprietà di Facebook.
Resta da vedere come si evolverà la situazione nel corso delle prossime settimane: in particolare la corte dovrà verificare se esistano ancora le copie originali dei documenti presentati da Ceglia e valutarne la veridicità.
Commenti (61)
hihihi
Ma è lo stesso tizio che diceva di aver stipulato un contratto per la realizzazione del sito con la promessa su contratto di ricevere il 50% delle azioni + 1% al giorno ?
..ah già ora vale di più il sito e la sua percentuale pure
soliti sciacalli del mercato per fare soldi facili! Scusate ma per sta poveretta la vita deve essere un inferno! Peggio di chiamarsi lisa simpson c'é solo Homer Simpson!
Bravi continuate pure a farvi manipolare da facebook che è diventato il quartier generale delle aziende che attingono ad un bacino ghiottissimo di informazioni, continuate a condividere tutto mi raccomando, gusti, preferenze,mettete foto, bravi!
sparare così a zero mi sembra un tantino esagerato.
nel contratto che hai firmato facebook da diritto di cedere i tuoi dati, senza avvertirti, a società conto terzi quando e come vuole.
per dati non si riferiscono alla data di nascita, ma a ciò che digiti mentre chatti, ciò che scrivi nei messaggi privati, che può essere "sniffato" con algoritmi appositi per trarne fuori tante cose che vengono usate per i fini più disparati...
...anche perchè...ti sei mai chiesto come fanno a pagare miliardi di soldi di manutenzione server,corrente,computer visto che è il sito più frequentato del mondo (come rank di visite google è "solo" il secondo in classifica!! renditene conto)
ci riescono solo con la pubblicità all'angolo della pagina?...ehhhhhhh allora beato te che credi alle favole!!!!
hai presente echelon...ci stai dentro
invece ha ragione da vendere

fareste bene a pensare un attimo al tipo di sito in cui postate, e magari leggete l'EULA ogni tanto (se mi chiedi cos'è chiudo il browser)
L'unica cosa, per fortuna, è che ancora nessuno la obbliga a fare tutto ciò.














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