Giro di vite del governo statunitense sulla pirateria online
L'amministrazione Obama ha deciso di dedicare 50 agenti dell'FBI nel tentativo di ridurre il numero di infrazioni del copyright che si verifica online.
Il governo Obama contro la pirateria online. All'interno del programma di tutela delle proprietà intellettuali, il governo degli Stati Uniti ha deciso di dedicare 50 agenti dell'FBI nel tentativo di contrastare le infrazioni di copyright che si verificano sulla rete, fenomeno che include anche la pirateria del software.
Coordina il programma Victoria Espinel, e sono coinvolti anche il vice presidente Joe Biden e il Procuratore generale (ministro della giustizia) degli Stati Uniti Eric Holder. L'avversario principale dell'iniziativa sono i siti web che forniscono link per il download di copie illegali del software. Secondo il programma del governo americano, il 79% delle copie non autorizzate è prodotto in Cina. Le industria di musica, film e videogiochi sono le principali vittime della pirateria.
"Il furto delle proprietà intellettuali videoludiche ostacola la creatività, uccide il lavoro e riduce l'attività economica nella nostra nazione", dice Michael D. Gallagher, presidente e CEO di Entertainment Software Association, la società che organizza ogni anno l'E3. "L'industria dei videogiochi è fonte di grandi innovazioni, di creatività, di espressioni artistiche e di crescita economica. I consumatori vincono quando di diritti sulle proprietà intellettuali sono protetti e rinforzati".
Secondo ESA, nel solo mese di dicembre 2009 sono state scaricate in maniera illegale 10 milioni di copie di videogiochi. Secondo una ricerca, per ogni mille tentativi di eseguire software piratati bloccati dai DRM è stata comprata in maniera legale una copia del software. Nella lista delle nazioni in cui bisogna sensibilizzare la gente per contrastare la pirateria, secondo ESA ai primi posti ci sono Canada, Brasile e Messico.
Commenti (135)
Certo il pezzente che pirata un gioco di 79 cent ci sarà sempre ma saranno molti meno.
Poi vabbè impiegassero sta gente per impedire l'entrata di droga o prevenire atti terroristici sarebbe meglio.
povere vittime multi milionarie
Come giustamente ha fatto notare Redvex, ci sono modi alternativi per evitare di pagare uno sproposito: dall'esempio dell'Appstore Apple a Steam, fino ai "cestoni" con dentro videogiochi dell'anno precedente e alle riviste con i giochi completi a 7.90. Oppure si può comprare on-line all'estero (mi viene in mente Play.com, ma ce ne sono tanti che fanno offerte interessanti anche per chi vuole il gioco al day one).
Il "prezzo" da pagare è che si mette mano a giochi usciti almeno un anno prima, ma se così spendo 10 euro anzichè 50 a me sta bene...
1 euro vale gia' SOLO il tempo che spende un pirata a craccare il gioco
lo stavo per scrivere io!! w lo shopping digitale!!
quoto

Quando lo capiranno che la pirateria aiuta a vendere il software, oltrettutto è un nuovo strumento a disposizione degli artisti che non vengono accettati dalle lobby dell'industria per diffondere la propria arte velocemente e farsi conoscere (e addirittura avere parecchi guadagni vendendo i brani indipendentemente online poi).
La pirateria aiuta le vendite non le danneggia, perchè un buon pirata sà che se un prodotto merita và acquistato, cosa che io e i miei conoscenti facciamo sempre.
Se si pirata comunque vuol dire che il prodotto non avrebbe indotto il pirata all'acquisto, e di cosneguenza le perdite stanno a 0.
L'unico colpevole della diminuizione delle vendite sono le stesse multinazionali che alzano i prezzi per un problema inesistente e gli stati che tassano a non finire (specie in italia)
W l'import dall'inghilterra, aggiungerei.












