Intelligenza artificiale: bot inganna l'uomo flirtando
Un nuovo software risulterebbe abbastanza avanzato da ingannare l'uomo, facendogli credere di stare parlando con un altro essere umano. Il software non è riuscito ad ingannare il test di Turing, ma certamente dimostra come l'intelligenza artificiale stia progredendo
Un nuovo software, programmato per intrattenere delle conversazioni flirtando, è abbastanza avanzato da trarre in inganno l'interlocutore, facendogli credere di stare parlando con un altro essere umano. CyberLover - questo è il nome del software - è stato programmato allo scopo di condurre conversazioni con persone reali al fine di indurle a rivelare informazioni personali o per convincerle a visitare particolari siti che comprometteranno la sicurezza dei loro computer.
Secondo Sergei Shevchenko, Senior Malware Analyst di PC Tools, si tratta di un software che può essere utilizzato dagli hacker per effettuare frodi di identità. "CyberLover ha dimostrato un livello di social engineering senza precedenti. Fa utilizzo di dialoghi altamente intelligenti e personalizzati, indirizzati ad attirare gli utenti dei social network", ha commentato il ricercatore.
Nel 1950 Alan Turing, uno dei pionieri della storia dell'informatica, propose un test, una sorta di gioco per determinare se una macchina sia realmente in grado di pensare. Il gioco, noto come Test di Turing, ha tre partecipanti: un uomo A, una donna B, e una terza persona C. Quest'ultimo è tenuto separato dagli altri due e tramite una serie di domande deve stabilire qual è l'uomo e quale la donna. Dal canto loro anche A e B hanno dei compiti: A deve ingannare C e portarlo a fare un'identificazione errata, mentre B deve aiutarlo. Affinché C non possa disporre di alcun indizio (come l'analisi della calligrafia o della voce), le risposte alle domande di C devono essere dattiloscritte o similarmente trasmesse. Il test di Turing si basa sul presupposto che una macchina si sostituisca ad A. In tal caso, se C non si accorgesse di nulla, la macchina dovrebbe essere considerata intelligente, dal momento che, in questa situazione, sarebbe indistinguibile da un essere umano.
Secondo Turing, la programmazione sarebbe progredita al massimo fino ad un livello in cui un interlocutore medio non avrebbe avuto più del 70% delle possibilità di identificare correttamente la macchina dopo 5 minuti di conversazione. Sebbene CyberLover sia solamente un esempio piuttosto marginale degli enormi progressi fatti nell'ambito dell'intelligenza artificiale, ad oggi nessun computer è riuscito a passare il test di Turing: il premio Loebner Prize della somma di $100.000 offerto nel 1990 per chi fosse in grado di realizzare una macchina "pensante" è rimasto senza un vincitore.
Commenti (53)
Questione di peli e di buoi
Quindi, stando così le cose, una macchina è tanto più "intelligente" quanto più sono stupidi gli interlocutori!!^_^
Credo sia più giusto correggere in "Intelligenza RELATIVA artificiale: bot..."
Credo che il furto di informazioni sensibili sia solo l'ultimo dei problemi di chi si fa abbindolare così...!!!
Propongo l'alfabeto farfallino per dissolvere ogni dubbio riguardo il proprio cyber-interlocutore!
Saluti^_^
anche di tanti uomini tranquillo














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