Ricerca Microsoft, ecco il punto sulla sicurezza
Microsoft analizza i dati raccolti dal suo security intelligence report e mette sotto la lente di ingrandimento i risultati della ricerca
Uno dei problemi più gravi che ha afflitto, sin dalla sua origine, ogni sistema operativo Windows è sicuramente rappresentato dalla sicurezza. Si parli di malware, di trojan o più genericamente di virus, Microsoft si è sempre trovata in prima linea nella battaglia per rendere le proprie soluzioni più sicure e prive di falle.
Grazie al SIR, acronimo di Security intelligence report, sviluppato dal colosso di Redmond, consultabile in modo completamente gratuito e dettagliato al seguente indirizzo (il collegamento punta ad un PDF da 12MB), ogni utente può capire, nel dettaglio, quale sia l'andamento non solo delle vulnerabilità ma anche dei malware e del software potenzialmente dannoso.

Sintetizzando le 150 pagine di analisi, i dati più importanti riguardano le vulnerabilità del sistema operativo, che, rispetto alla prima metà del 2007 sono scese di circa il 19%, nonostante, rispetto alla seconda metà del 2007, quelle considerate di alto livello hanno fatto registrare un aumento del 13%, rappresentando così un 48% del totale vulnerabilità.

Al momento, secondo quanto riportato da Microsoft stessa, il più comune pericolo per ogni utente Windows è rappresentato da Trojan, downloader e dropper, che rappresentano un 30% del totale mondiale.

Un altro elemento interessante dell'analisi è la geolocalizzazione del "tasso di infezioni" riportato con il metodo chiamato CCM, che riporta il numero di computer scansionati dal tool maliciuos software removal su un campione di mille esemplari. I dati mettono in luce come nei paesi in via di sviluppo e tecnologicamente meno avanzati, il tasso di infezione sia drasticamente superiore. Isola felice, seguendo la mappa, risulta essere il Giappone.
Commenti (257)
è vero che linux ha una percentuale di share decisamente contenuta, e non è pronto ancora per un user desktop esigente, ma la maggior parte dei bersagli piu appetitosi agli occhi degli hacker, come server database o centri di elaborazione, usano linux come sistema operativo. Quindi non è assolutamente vero che linux non è sotto gli occhi di "esperti di sicurezza molto motivati".
Non l'ha capita nessuno...
Oppure era veramente brutta...














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