Il Parlamento Europeo ha bocciato con schiacciante
maggioranza, 648 voti favorevoli, 14 contrari, 18 astensioni, la
proposta di direttiva che, se approvata, avrebbe spalancato le porte
alla brevettabilità del software all'interno dell'Unione
Europea.
Il relatore Michel Rocard (PSE, Francia) non ha mancato di
esprimere
forte disapprovazione sull'atteggiamento generale (definito addirittura
vergognoso) della Commissione e del Consiglio dei Ministri della UE per
la gestione della vicenda.
Molto indicative le parole tratte dal sito ufficiale del Parlamento
Europeo, di cui pubblichiamo un passo:
Disprezzo
e anche sarcasmo sulla posizione espressa
dai
deputati in prima lettura, assenza di consultazione e tentativi di
impedire il dialogo tra i governi, sono i principali addebiti rivolti
all'Esecutivo. Il relatore ha poi affermato che anche il Consiglio ha
grandi responsabilità e che «la reiezione gli
servirà da lezione».
Il voto storico di Strasburgo dunque non è tanto
figlio di una piena consapevolezza delle reali ripercussioni
dell'eventuale entrata in vigore della direttiva, quanto del rifiuto di
ingerenze esterne alle decisioni parlamentari e ad un atteggiamento
arrogante dei sostenitori della direttiva, spesso completamente
ignoranti in materia.
Ai 648 parlamentari dunque vanno i nostri complimenti, per non
essersi
fatti influenzare dalle ingerenze di grandi aziende europee e
statunitensi del ramo, oltre che per la serietà dimostrata,
avendo respinto una proposta di direttiva che mai è stata
discussa in modo serio e con cognizione di causa all'interno del
Parlamento Europeo stesso.
Nel documento si può inoltre leggere un importante
passo:
Dopo la votazione, Hans-Gert Poettering
(PPE/DE, Germania) è
intervenuto per ricordare che la Commissione aveva annunciato la sua
indisponibilità a presentare una nuova proposta in caso di
reiezione. Tuttavia, ha aggiunto, l'Accordo interistituzionale siglato
prevede che la Commissione debba prendere iniziative qualora il
Parlamento lo chiedesse. Il deputato ha quindi concluso dicendosi certo
che questa richiesta sarà presentata.
Il voto espresso dal Parlamento Europeo assume anche un
significato determinante per lo sviluppo e l'innovazione, che
in linea teorica avrebbero potuto subire un freno con l'approvazione
della direttiva. Il parere del Parlamento Europeo dunque va contro
quella che è la realtà ad esempio degli Stati
Uniti, dove la legge sulla brevettabilità del
software esiste da tempo. Non mancheranno polemiche
riguardanti la decisione odierna, salutata dal popolo
dell'open source con gioia e soddisfazione.
Fonte: Europarl
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