Una delle più annose questioni relative a Microsoft riguarda l'integrazione
all'interno del proprio sistema operativo di Internet Explorer: Microsoft è
incolpata di non lasciare libera scelta agli utenti. La commissione antitrust
UE ha preso in considerazione la faccenda chiedendo a Microsoft dettagli,
riscontri e in fine una soluzione radicale al problema. Nelle settimane
precedenti al lancio di Windows 7 venne addirittura considerata la possibilità
di commercializzare su territorio UE versione apposite del sistema operativo;
questa soluzioni avrebbe avuto forti ricadute anche sulle procedure di
upgrade da Windows Vista.
Usiamo il condizionale perché in extremis Microsoft propose il cosiddetto "ballot
screen" attraverso il quale l'utente ha la possibilità di scegliere il proprio
browser preferito. Il Commissario antitrust Neelie Kroes ha già esternato
il proprio parere positivo chiedendo però ulteriori riscontri e giudizi prima di
porre fine alla questione.

In questi giorni Opera e Mozilla hanno ufficializzato le proprie
perplessità. Il "ballot Screen" viene definito senza mezzi termini una
soluzione troppo
semplicistica: la presentazione in ordine alfabetico penalizza alcuni e
avvantaggia altri. Inoltre, la scelta del browser dovrebbe avvenire in un
ambiente più neutrale, e non in una
pagina di
Internet Explorer completa di logo Microsoft.
Vengono anche fatte alcune proposte in merito all'ordine dei primi cinque
browser proposti. Si potrebbe utilizzare una soluzione random che garantirebbe
uguali opportunità anche ai meno conosciuti, oppure utilizzare come riferimento
il market share di ogni prodotto anche se questo meccanismo offrirebbe il fianco
a altre critiche. |