Microsoft nella serata di ieri ha annunciato nuove iniziative rivolte
all'interoperabilità. In rete si possono leggere svariati commenti più o meno
positivi in merito a questa importante svolta annunciata da Steve Ballmer; non
tardano ad arrivare i commenti da parte di chi da sempre crede in tali principi:
l’Associazione PLIO, che raccoglie la comunità italiana dei volontari che
sostengono OpenOffice.org, ha appena diffuso questa nota:
Benvenuta, Microsoft.
Oggi, sulla scorta del vostro annuncio, siamo pronti a collaborare con voi
per la promozione dei formati aperti, per sostenervi in quello che per voi è
sicuramente un percorso nuovo nell'area delle suite per ufficio. Siamo
pronti a collaborare, ma saremo anche dei critici severi e inflessibili di
fronte a ogni incertezza e a ogni sbandata. L'interoperabilità non ammette
trucchi e mezze misure: è una scelta di parte, quella degli utenti.
Noi siamo più possibilisti della Commissione Europea, che ha sottolineato
come questo sia il quarto annuncio Microsoft sull'argomento
dell'interoperabilità, senza ricadute - fino a oggi - sulla strategia
dell'azienda. Riteniamo opportuno sperare che questa volta, per diversi
motivi - tra i quali la nostra opposizione costruttiva a una prematura
approvazione del formato dei file di Office 2007, che continuerà se non
verranno apportate tutte le necessarie modifiche - ci siano più probabilità
che in passato perché le parole diventino fatti.
Allo stesso tempo, invitiamo le aziende che, insieme a noi, sostengono il
formato ODF - e quelle che fanno parte della comunità OpenOffice.org: Sun,
IBM, Novell e Red Flag - a lavorare per una piena interoperabilità, adesso
che gli impedimenti tecnici e legali stanno per cadere, per consentire agli
utenti di Microsoft Office di parlare in modo trasparente con quelli di
OpenOffice.org, e viceversa. Chiediamo che l'industria del software, che non
ha sede a Redmond, si impegni insieme a noi per far diventare ODF uno
standard più diffuso.
Se questo succederà avranno vinto gli utenti, e insieme a loro il mercato.
Pur non mancando qualche riscontro non del tutto positivo, in particolare in
riferimento all'anti trust dell' Unione Europea, il messaggio
dell'associazione PLIO è decisamente propositivo. Ora è tempo che dalle parole
si passi ai fatti concreti. |