Guerra allo spam negli USA, e così in un sol colpo la posta elettronica
indesiderata cala del 75%. A intervenire non sono state le autorità
americane, bensì due internet provider che a fronte di prove ben circostanziate
hanno deciso di inibire l'accesso alla rete da parte dei server di McColo, un
vero e proprio crocevia per lo spam.
McColo offre un servizio di hosting, quindi in realtà potrebbe non
essere direttamente responsabile dei fatti. Le vere colpe sarebbero da ricercare
sui clienti di McColo che secondo varie
fonti diffondono messaggi relativi alla vendita di farmaci online, come
anche attività vicine alla diffusione di materiale pedopornografico.
I messaggi indesiderati di posta elettronica, oltre ad essere particolarmente
fastidiosi per chi li riceve, creano non pochi problemi ai provider e a chi ha
il compito di gestire le infrastrutture di rete. Infatti, per veicolare questa
enorme mole di dati vengono sprecate ingenti quantità di risorse, con ovvie
ricadute sui costi di gestione.
Lo spam veicolato attraverso la rete di McColo è quindi stato bloccato ma,
con ogni probabilità, i medesimi messaggi raggiungeranno le nostre caselle
email attraverso qualche altro service provider.
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