Introdursi nei pc all'oscura degli utenti, rubare le informazioni
private e criptare i dati all'interno dell'hard disk per poi chiedere un
riscatto. Un riscatto non troppo esoso, che possa non far allarmare la
polizia.
Il crimine perfetto, quello isolato lo scorso fine settimana dalla società di
sicurezza inglese Prevx, secondo la
quale un trojan con funzioni di "ransomware" avrebbe attaccato numerosi
PC, da singoli utenti a grossi enti, rubando credenziali di accesso e
ricattando gli utenti per riavere i propri dati (come tipico appunto del malware
definito "ransomware").
Il trojan, una volta individuati i file da criptare, li codifica con un
algoritmo proprietario e lascia un documento in formato txt riportando la
seguente scritta:
"Hello, your files are encrypted with RSA-4096 algorithm
(http://en.wikipedia.org/wiki/RSA).
You will need at least few years to decrypt these files without our
software. All your private information for last 3 months were collected
and sent to us.
To decrypt your files you need to buy our software. The price is $300.
To buy our software please contact us at: [email address] and
provide us your personal code [personal code]. After successful purchase
we will send your decrypting tool, and your private information will be
deleted from our system.
If you will not contact us until 07/15/2007 your private information
will be shared and you will lost all your data.
Glamorous team".
Fortunatamente, i dati non sono stati codificati con l'algoritmo sopra
illustrato, bensì con un algoritmo molto più semplice da decodificare.
Inoltre le informazioni quali username e password vengono collezionate
utilizzando tecniche simili a quelle utilizzate dai rootkit, cioè
prendendo il controllo di alcune API di sistema e ricavandone i dati.
Anche questi dati vengono codificati attraverso un altro algoritmo e,
questa volta, vengono inviati ad un server remoto, dove i malware
writer possono tranquillamente scaricarli e decodificarli.
Secondo alcune stime sono già migliaia i computer che sono stati
compromessi, tra cui sembrerebbero essere presenti PC di enti governativi
americani del calibro di HP, L-3 Communications e altre società.
"Ciò che non possiamo sapere, al momento, è se questi dati sono già
stati utilizzati in qualche modo" ha dichiarato Mel Morris, chief
executive della società inglese Prevx.
Al momento non ci sono state dichiarazioni dalle società vittime del ransomware, a parte il dipartimento dei trasporti
americani che ha negato l'esistenza di brecce di sicurezza nei propri
sistemi. L'FBI ha declinato ogni commento, affermando come non sia
possibile confermare né negare l'esistenza di una indagine al
riguardo.
"Codificare documenti è un danno immenso per le società che devono
lavorare con i propri dati. Pagare 300$ sarebbe molto più semplice che
aspettare un decodificatore che arrivi da chissà dove. In fondo per una
società 300$ non sono un così alto prezzo" ha commentato Marco Giuliani, malware analyst per Prevx, che ha poi continuato "Ma, pagando, i malware
writer sono solo incoraggiati a continuare a ricattare le società e a
fare il loro sporco gioco. Penso assisteremo ad un rapido incremento di
minacce complesse come questa, attacchi mirati a società che,
semplicemente, non possono permettersi di fermare il proprio lavoro per
un ricatto".
Prevx ha comunque rilasciato un tool di rimozione dell'infezione e di
decodifica dei file criptati a questo indirizzo.
Maggiori dettagli tecnici sono presenti a questo
indirizzo.
Fonte: Prevx |