A lato della presentazione delle nuove suite di sicurezza McAfee Internet
Security 2010 e Total Protection 2010 abbiamo avuto un interessante
colloquio con Marc Vos, Marketing Manager dell'azienda di Santa Clara:
l'occasione è stata propizia per tracciare alcuni trend nel panorama del
cybercrimine attuale e tirare alcune, forse inaspettate , conclusioni.
La prima è che, dopo svariati anni, Microsoft non è più l'obiettivo
primario dei cybercriminali: la crescente diffusione dei social network e dei
contenuti multimediali ha spostato l'attenzione degli hacker verso Facebook,
Twitter e i prodotti Adobe come Flash e PDF. Si tratta di una
svolta cross-platform, per cui oggi nemmeno gli utenti Linux e Mac
possono sentirsi al sicuro, anche perché l'obiettivo primario dei cybercriminali
non è oggi la semplice diffusione di virus, ma il furto di password, identità,
dati personali e bancari.
Per raggiungere questo scopo le pagine web sono il veicolo preferito e i
social network sono uno strumento per indirizzare gli utenti verso le trappole
dei cybercriminali: Twitter, ad esempio, con l'ampio uso di url abbreviati,
è uno dei mezzi preferiti, celando in modo semplice link malevoli che altrimenti
desterebbero subito l'attenzione e il sospetto degli utenti.
Il pensionamento dei floppy disk aveva fatto pensare al totale declino
dei virus autoinstallanti diffusi su mezzi riscrivibili, ma la diffusione
di memorie e hard disk USB ha riportato in auge questo tipo di minaccia,
insospettabilmente una delle più diffuse ai giorni nostri. L'educazione fatta
negli anni nei confronti degli utenti, invitati da più parti a non aprire
allegati in arrivo da sconosciuti, aveva fatto pensare anche al declino totale
della diffusione di virus via email, ma le tecniche di phishing e zombie
hanno riportato anche questa minaccia all'ordine del giorno: ora gli allegati
pericolosi arrivano anche da indirizzi che a prima vista sembrano ali utenti
noti e conosciuti.

A tutte queste problematiche McAfee oppone una serie rinnovata di strumenti:
si tratta di una evoluzione sostanziale di tutte le sue suite e non del semplice
aggiornamento annuale: nuova interfaccia, ora più semplice e facile anche per i
meno smaliziati, applicazioni meno avide di risorse e memoria, aggiornamenti
intelligenti si installano nei momenti in cui l'utente non utilizza il PC,
scanning più veloce.
Uno dei punti di forza delle nuove soluzioni risiede in the cloud ed è
il sistema Global Threat Intelligence, un sistema dinamico a cui tutte le
applicazioni installate sui PC sono collegate in tempo reale. Tramite il
meccanismo della reputazione ogni file che viene riconosciuto sospetto viene
inviato in pochi millisecondi al sistema GTI che provvede ad analizzarne le
caratteristiche, bloccando sul nascere anche malware di nuova immissione sul
web, evitando che l'utente possa scaricarli sul PC e aggiornando il database di
tutte le applicazioni, tra cui il sistema SiteAdvisor.

SiteAdvisor è il sistema che avverte del passaggio su siti con
cattiva reputazione, sconsigliando il download di file o l'immissione di dati
sensibili e si presta ad essere uno delle armi iù affilate per difendersi dal
phishing. Le suite più complete offrono inoltre parental control avanzato,
personalizzabile per i diversi utenti, difesa della rete Wi-Fi domestica dalle
intrusioni e anche la possibilità di effettuare il back-up sicuro di dati sui server McAfee,
con 1 o 2 GB di spazio, espandibili con una sottoscrizione annuale.
L'aggiornamento dei sistemi antivirus è una delle armi più importanti per la
battaglia globale al malware, per questa ragione McAfee ha adotta una filosofia
che prevede la distribuzione delle nuove applicazioni a tutte le licenze che
risultano attive: se, ad esempio, troviamo sul polveroso scaffale di un piccolo
negozio di provincia la versione 2008 di Internet Security, al momento
dell'installazione, dopo la validazione della licenza, il sistema provvederà a
scaricare e installare direttamente l'ultima versione, che mette a disposizione
tutti gli strumenti appena presentati.
La conclusione della nostra chiacchierata con Marc ci ha visti concordi su un
aspetto: per tutti i PC e qualsiasi sia la suite di sicurezza utilizzata la cosa
più pericolosa per un computer spesso sono gli utenti che la utilizzano,
anche se negli ultimi anni le soluzioni di sicurezza hanno messo a punto
strumenti per limitare i possibili danni derivanti dall'errore umano.
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