Lo scorso venerdì il co-fondatore ed ex-dirigente di Microsoft Paul Allen ha
sporto denuncia contro 11 compagnie del settore hi-tech per la presunta
violazione di alcuni brevetti appartenenti ad una sua compagnia, Interval
Licensing LLC.
I brevetti in questione fanno riferimento ad alcune tecnologie per le
ricerche sul web e sono stati depositati molti anni fa da Internal Research:
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6,034,652: "Attention Manager for Occupying the Peripheral Attention of
a Person in the Vicinity of a Display Device";
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6,263,507: "Browser for Use in Navigating a Body of Information, With
Particular Application to Browsing Information Represented By Audiovisual
Data";
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6,757,682: "Alerting Users to Items of Current Interest";
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6,788,314: "Attention Manager for Occupying the Peripheral Attention of
a Person in the Vicinity of a Display Device";
Nel 2000, in seguito alla chiusura di Internal Research, compagnia
nella quale Allen aveva investito oltre 100 milioni di dollari, le suddette
proprietà intellettuali sono state trasferite ad Interval Licensing LLC, di
proprietà dello stesso Allen.
Nell'elenco delle compagnie accusate di violazione dei brevetti compaiono
molti nomi illustri: AOL, Apple, eBay, Facebook, Google, NetFlix, Office
Depot, OfficeMax, Staples, Yahoo! e YouTube. Microsoft non è invece stata citata
in giudizio, molto probabilmente per via di alcuni legami ancora esistenti tra
la compagnia e l'ex-dirigente.
In merito alla causa David Postman, portavoce di Paul Allen,
ha dichiarato: "Le tecnologie citate nei brevetti sono fondamentali per
il modo in cui attualmente operano le maggiori compagnie di e-commerce e ricerca".
E ancora: "Non stiamo rivendicando brevetti depositati da altre aziende, né
stiamo acquistando brevetti originariamente assegnati ad altri. Questi brevetti
sono stati sviluppato da e per Interval".
Google e Facebook hanno prontamente replicato asserendo che la causa
intentata da Allen non ha alcun merito, mentre le restanti 9 compagnie per il
momento non hanno voluto rilasciare alcun commento a riguardo. Ora la palla
passa nelle mani dei giudici che dovranno stabilire se i brevetti siano
effettivamente validi oppure se siano cosi generici da non avere alcuna valenza. |