Symantec il furto di codice: 50,000 dollari per non diffonderlo
La vicenda di Symantec e delle parti di codice rubato si arricchisce di nuovi dettagli: nel corso delle ultime settimane, infatti, sarebbe avvenuta anche una tentata estorsione
Nel corso delle ultime settimane ci siamo occupati, con questa e quest'altra notizia, di analizzare la storia che vedrebbe Symantec e i suoi prodotti al centro dell'attenzione. Secondo quanto riportato da numerose fonti, infatti, parte del codice sorgente di alcuni prodotti Symantec venne trafugato in modo illecito. E se vi sembra paradossale che un'azienda che si occupa, essenzialmente, di sicurezza informatica venga bucata, non avete tutti i torti.
La vicenda ora però si arricchisce di dettagli, come riportato da CNet a questo indirizzo. Già, perché uno scambio e-mail esposto su Pastebin, infatti, mostra come ci sia stato anche un tentativo di estorsione, minacciando l'esposizione del codice di PCAnywhere e di Norton Antivirus. Ad interfacciarsi con il gruppo di hacker sarebbe un dipendente stesso dell'azienda, che risponde al nome di Sam Thomas.
La trascrizione delle mail disponibile a seguire, mette in evidenza una vera e propria trattativa, volta a proteggere il codice di Symantec attraverso uno scambio: 50,000 dollari per la garanzia di non pubblicare alcuna riga. Un rappresentante di Symantec ha confermato l'estorsione con questa posizione:
"In January an individual claiming to be part of the 'Anonymous' group attempted to extort a payment from Symantec in exchange for not publicly posting stolen Symantec source code they claimed to have in their possession. Symantec conducted an internal investigation into this incident and also contacted law enforcement given the attempted extortion and apparent theft of intellectual property. The communications with the person(s) attempting to extort the payment from Symantec were part of the law enforcement investigation. Given that the investigation is still ongoing, we are not going to disclose the law enforcement agencies involved and have no additional information to provide."
L'accordo però non sarebbe mai stato completato e il gruppo di hacker avrebbe deciso così di pubblicare il codice. La vicenda scende poi nel dettaglio con un continuo tira e molla tra l'azienda e il gruppo di hacker, cui però non si arriverà mai ad un compromesso.
Quello che si sa è che, al momento, sulla rete torrent è presente un file da 1,2GB titolato come "Symantec's pcAnywhere Leaked Source Code" (codice sorgente di pcAnywhere): al momento però Symantec non ha riferito se si tratta o meno di quello reale.
Commenti (9)
Per fortuna che questa sarebbe una compagnia che si occupa di sicurezza informatica!
Voi invece di stupirvi e sentirvi indignati per sto fatto ci scherzate su e finite anche con l'appoggiare. Dopo quando i controlli diventeranno rigidi a tutti non venite a dire maledetti politici perché qualsiasi provvedimento sará giustificato.
La gente ormai si sente nel diritto di danneggiare societá che non seguono le loro politiche sia in termine di condotta che economica e pensano che tutto sia dovuto e fanno questo sia in maniera diretta che indiretta.
Dai vostri commenti si capisce il tipo di persone che siete e sinceramente mi fate schifo, lo dico da programmatore ma anche da persona umana.
Ricordo ancora quel crapware che si insediava nel so del mio vecchio portatile (ovviamente preinstallato) e non si disintallava mai del tutto, peggio di un malware.
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Non ti indignare, esistono comportamenti sanzionati dalla legge ed altri che ricadono quasi sempre sotto la sola riprovazione di tipo etico deontologico. Giusta comunque la tua osservazione, queste azioni incoraggiano i cartelli e le lobby a proporre i loro provvedimenti legislativi liberticidi. Dovrebbero esistere Antitrust in grado di sanzionare i cartelli, purtroppo è l'eccezione non la regola, viviamo schiacciati fra l'illegalità sanzionata e quella legalizzata. Esistono poi quelli che amano schierarsi per il solo gusto di farlo.
Mi sono dedicato molto tempo addietro al recupero dati, e dovetti constatare che i danni creati dalla disinfezione erano maggiori di quelli causati dai virus. Ovviamente, se colpa ci deve essere, questa va ascritta agli operatori, alla voce: il backup, questo sconosciuto. Tuttavia mi preme notare come molti dei virus fossero noti per criptare la TOC del disco, un warning in proposito sarebbe stato il benvenuto. Provate a pensare se il virus avesse criptato anche i dati. Dove erano i capi progetto quando si trattò di aggiornare l'antivirus? Il tutto avvenne invece come normale routine, aggiornando le sole firme e l'engine di disinfezione, senza un warning che avvertisse di procedere ad un backup, pur se su un disco infetto. By the way, l'antivirus in questione deteneva a quei tempi la quota maggioritaria del mercato.
Ma per favore!!! Che non infettino la rete con quei codici, glieli do io 50.000 dollari per non diffondere quelle schifezze di Symantec... Datemi il tempo di fare una raccolta di beneficenza, tempo 1 mese e sono pronti (forse anche prima, se dico che quei codici sono in realta' di un Norton Antivirus :asd
Ricordo ancora quel crapware che si insediava nel so del mio vecchio portatile (ovviamente preinstallato) e non si disintallava mai del tutto, peggio di un malware.
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Quoto!














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